Parco Archeologico Religioso CELio

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venerdì 29 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La mente umana è un mare 
nelle cui profondità Dio penetra, 
quando 
conoscendo se stessa 
rimane turbata dai suoi intimi pensieri 
e viene sconvolta dal pentimento"

(Mare quippe est mens humana
 cuius profunda Deus ingreditur 
quando 
per cognitionem suam 
ad lamenta paenitentiae 
ab intimis cogitationibus perturbatur)".

Commento morale a Giobbe, VI, XXIX, 27. Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.101.

giovedì 28 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Viene messo sul cuore il sigillo dello sposo, quando viene impresso il mistero della sua fede a custodia del nostro pensiero, affinché quel servo infedele, cioè il nostro avversario, quando osserva i cuori segnati dalla fede, non osi fare irruzione in essi con la tentazione.

(Sponsus ergo in cor signaculum ponitur quando fidei eius mysterium in custodia nostrae cogitationi imprimitur, ut ille infidelis servus, nimirum noster adversarius, cum signata fide corda considerat, temptando ea irrumpere non praesumat)".

Commento morale a Giobbe, VI, XXIX, 12. Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.87.

mercoledì 27 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La vita attiva è molto differente da quella contemplativa, ma quando è venuto il nostro Redentore, incarnandosi, mentre mostrò l'una e l'altra, associò in sé l'una e l'altra. Infatti quando compiva i miracoli in città e poi passava la notte in continua preghiera, offrì ai suoi discepoli l'esempio perché, attendendo alla contemplazione, non trascurassero il prossimo e, viceversa, impegnandosi in modo eccessivo nella cura del prossimo, non trascurassero l'impegno della contemplazione ma, dedicandosi ad ambedue le cose, le congiungessero in modo tale che né l'amore del prossimo ostacolasse l'amore di Dio, né l'amore di Dio, che è prioritario, trascurasse l'amore del prossimo".

Commento morale a Giobbe, VI, XXVIII, 33. Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.57.

martedì 26 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

Lucerna del  corpo è l'occhio (Lc 11,34) perché il valore dell'azione è illuminato dal raggio della retta intenzione (quia per bonae intentionis radium merita illustrantur actionis). Se il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce (Ivi). Infatti se noi abbiamo un'intenzione retta con un pensiero semplice, compiamo un'opera buona, anche se appare meno buona. Ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo copro sarà tenebroso; perché quando si compie un'azione, anche retta, con intenzione perversa, anche se può apparire splendida agli occhi dellgli uomini, al giudizio del giudice è tenebrosa (quia cum perversa intentione quid vel rectum agitur, etsi splendore coram hominibus cernitur, apud examen tamen interni iudicis obscuratur)".

Commento morale a Giobbe VI, XXVIII, 30, Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.55.

lunedì 25 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Si distende l'arco appunto per poterlo utilmente tendere al momento opportuno. Se non c'è una pausa di distensione, a causa della stessa tensione l'arco perde la forza di colpire. Così la virtù si maniene in esercizio se qualche volta per discrezione si sospende, e tanto più validamente colpisce poi i vizi, quanto più, per un certo tempo, smette di colpire per discrezione .

(Ex studio namque arcus distenditur, ut in suo tempore cum utilitate tendatur. Qui si otium relaxationis non accipit, feriendi virtutem ipso usu tensionis perdit. Sic aliquando in exercitatione virtus, cum per discretionem praetermittitur, reservatur ut tanto, post, vitia valenter feriat, quanto a percussione interim prudenter cessat").

Commento morale a Giobbe, VI, XXVIII, 29. Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.53.

sabato 23 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Mancando la discrezione, 
si perde spesso una virtù 
che si sarebbe consolidata se, 
per discrezione, 
fosse stata sospesa.  

(Plerumque enim virtus 
cum indiscrete tenetur 
amittitur,
cumque discrete intermittitur, 
plus tenetur)"

Commento morale a Giobbe, VI, XXVIII, 29. Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.53.


venerdì 22 luglio 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Non sempre la stessa cosa 
è virtù, 
perché spesso 
col mutare delle situazioni 
muta il valore 
delle azioni stesse"

(Non enim res eadem 
semper est virtus, 
quia per momenta temporum 
saepe merita mutantur actionum)"

Commento morale a Giobbe, VI, XXVIII, 28, Città Nuova Editrice/4, Roma 2001, p.51.