Parco Archeologico Religioso CELio

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".... energia rinnovabile UOMO"

lunedì, dicembre 11, 2017

INCONTRI CELIMONTANI 2017 - 2018 - del 21/12/ p.v. ore 18,00 Il Carcere e la Giustizia

INCONTRI CELIMONTANI

2017 - 2018
Il Carcere e la Giustizia:
Redenzione e Riconciliazione ?

a cura di:
Innocenzo Gargano - Michela Porcellato

      Seguendo il Vangelo siamo convinti che quello che Dio ci propone sia una vita dell'uomo piena di compiutezza, di gioia (Gv 15, 11) e di giustizia. Egli non vuole né la morte né la sofferenza del peccatore, ma che si converta e viva. L'Amministrazione della giustizia ............................


....... Parliamone dal 21 dicembre p.v. alle ore 18,00  nel monastero di S. Gregorio al Celio (RM)
Piazza San Gregorio n. 1 - RM 00185

...... Ti aspettiamo !!!








giovedì, aprile 13, 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La profezia relativa al tempo presente non ha bisogno di alcuna prova né del passato né del futuro: quando una cosa occulta è svelata dalla parola profetica, la verità di questa parola è attestata dalla cosa stessa che viene svelata.
(Prophetia auten praesentis temporis nec praeteriti attestatione indiget, nec futuri, quia cum res occulta per prophetiae verba detegitur, veritati illius res ipsa quae ostenditur attestatur).

Omelie in Ezechiele/I, 1,3, Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.97.

mercoledì, aprile 12, 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"I che senso si chiama spirito di profezia quello che non si riferisce affatto al futuro, ma racconta il presente? Perché la finalità specifica della profezia non è di predire il futuro, ma di rivelare ciò che è occulto. Come il tempo sottrae al nostro sguardo nel futuro un qualsiasi avvenimento, così la causa lo sottrae al nostro sguardo nel presente. Un fatto che dovrà accadere è occultato nel tempo presente mentre un pensiero presente è nascosto nel segreto del cuore. La profezia riguarda il presente anche quando un qualsiasi avvenimento è nascosto non nel cuore, ma in un luogo ignoto e soltanto per mezzo dello spirito viene svelato. L'animo del profeta si rende presente là dove egli non è presente nel corpo...Occorre anche tener presente che i tempi della profezia si accordano per la loro reciproca conferma, così che talora il passato è confermato dal futuro, talora il futuro dal passato".

Omelie su Ezechiele/1, 1-2. Città Nuova Editrice, Roma 1992, pp. 93-95.

martedì, aprile 11, 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Tre sono i tempi della profezia: il passato, il presente e il futuro. Ma occorre tener presente che in due tempi la profezia vien meno alla sua etimologia. Essa infatti si chiama profezia appunto perché predice il furturo, ma quando essa si riferisce al passato o al presente perde il significato del suo nome: non profetizza ciò che avverrà, ma ricorda avvenimenti passati o presenti".

Omelie in Ezechiele/I,1, 1, Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.92.

mercoledì, marzo 15, 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"E' necessario che quando l'insieme delle virtù si fa motivo di lusinga, lo sguardo dello spirito si rivolga alle proprie debolezze e faccia nascere in sé una salutare umiltà, dando risalto non al bene compiuto, ma a quello che si è trascurato di compiere, in modo che il cuore, nella contrizione, al  ricordo della propria debolezza, si renda più saldo nella virtù al cospetto dell'auotre dell'umiltà".

Regola pastorale IV, 65. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p. 243.

martedì, marzo 14, 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Per alcuni l'eccellenza della virtù fu occasione per perdersi, in quanto, eccessivamente sicuri di sé per la fiducia nelle proprie forze, finirono con lo spegnersi insensibilmente, trascurando se stessi. Quando la virtù resiste ai vizi l'animo resta accarezzato da una certa compiacenza, e può accadere che chi agisce bene abbandoni il timore e la vigilamza su di sé, adagiandosi sicuro con piena fiducia nelle sue forze. In questo stato di pigrizia l'astuto seduttore gli ricorda tutto il bene compiuto e lo fa inorgoglire nel pensiero, con l'idea di essere superiore a tutti....Fiduciosa nella sua bellezza l'anima si appoggia con gioiosa sicurezza sui meriti delle sue virtù, trovandosi però, proprio attraverso questa fiducia, in preda alla fornicazione".

Regola pastorale IV, 65. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.241.