Parco Archeologico Religioso CELio

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".... energia rinnovabile UOMO"

martedì 17 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Non si eserciti il potere sui sudditi se non con estrema trepidazione. Questo timore, mentre tiene in umiltà lo spirito del presule, lo purifica, perché l'orgoglio non lo esalti, il piacere carnale non lo contamini, l'assalto dei vani pensieri non lo confonda mediante la bramosia dei beni della terra... Il vizio che induce in tentazione mediante il suo fascino non prenda il sopravvento con la dolcezza del piacere, la quale, se respinta troppo tardi dall'anima, potrebbe portare alla morte con l'arma affilata del consenso (ne vitium quod per suggestionem temptat, mollitie delectationis subigat, cumque haec ab animo tarde repellitur, mucrone consensus occidat)".

Regola pastorale, II, 13. Città Nuova Edtrice, Roma 2008, p.39.

lunedì 16 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La sola ragione
e mai degli sfrenati pensieri 
prendano possesso 
del cuore di un sacerdote

(Sacerdotale cor
 nequaquam 
cogitationes fluxae possideant, 
sed ratio sola contringat)".

Regola pastorale II, 2. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.39.

domenica 15 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La condotta del presule deve superare in qualità quella del popolo esattamente di quanto la vita del pastore sovrasta quella del gregge...Deve quindi essere illibato nel pensiero, esemplare nella condotta, riservato per il silenzio, utile con la parola, vicino a tutti con solidarietà, dedito più di ogni altro alla contemplazione (Sit ergo cogitatione mundus, actione praecipuus, discretus in silentio, utilis in verbo singulis compassione proximus, prae cunctis contemplatione suspensus), legato con vincoli di umiltà a quanti compiono il bene, avversario dell'iniquità dei malvagi per zelo di giustizia, intento a non indebolire la vita interiore per le cure temporali e a non sottrarsi agli impegni di questo mondo per la sollecitudine nei doveri spirituali (internorum curam in exteriorum occupatione non minuens, exteriorum providentiam in internorum sollicitudine non relinquens)".

Regola pastorale, II, 1. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.37.

sabato 14 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Chi è ancora schiavo di desideri terreni stia in guardia per non diventare causa di rovina per i sudditi, provocando gravemente l'ira del Giudice severo, mentre si pavoneggia nella sua posizione di gloria. Ognuno dunque si esamini con impegno e non osi assumere responsabilità pastorali se in lui domina dannosamente il male, perché non avvenga che un individuo macchiato di proprie colpe aspiri a farsi intercessore per quelle degli altri".

Regola pastorale I, 10.11, Città Nuova Editrice, Roma 2008, p. 31.

venerdì 13 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Non riesce a praticare l'umiltà, quando è al potere, 
chi non ha smesso di rodersi nell'orgoglio 
nei tempi in cui occupava gli ultimi posti. 
Né può sottrarsi alla lode quando è a portata di mano, 
chi si è abituato ad anelarvi quando non gli era rivolta.

(Nequaquam valet in culmine humilitatem discere, 
qui in imis positus non desiit superbire. 
Nescit laudem cum suppetit fugere, 
qui ad hanc didicit cum deesset anhelare)". 

Regola pastorale I, 9. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.27.

giovedì 12 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Spesso coloro che desiderano assumere il ministero pastorale si propongono anche di compiere delle opere buone e, pur mossi dal sentimento dell'ambizione, ritengono di poter compiere grandi imprese; in questo modo, altro è ciò che l'intenzione comprime nell'intimo e altro è ciò che l'apparenza del pensiero mostra allo spirito di chi vi medita (fitque ut aliud in imis intentio supprimat, aliud tractantis animo superficies cogitationis ostendat). Spesso infatti l'anima, per ciò che la riguarda, mente a se stessa: si illude, quanto alle buone opere, di amare ciò che non ama (et fingit se de bono opere amare quod non amat) e di non curarsi della gloria del mondo dalla quale invece è fortemente attratta. Bramosa di conseguire condizioni di potere, è nel timore mentre cerca di giungervi, ma sfrontata dopo essere arrivata alla meta (fit ad hoc pavida cum quaerit, audax cum pervenerit). Nel tendervi infatti trepida al pensiero di non riuscirvi, ma appena conseguito lo scopo si convince che le spettava di diritto la condizione in cui è venuta a trovarsi. Quando poi comincia ad esercitare in conformità ai pensieri di questo mondo i compiti inerenti alle cariche conseguite, dimentica volentieri i propositi formulati secondo convinzioni di fede (libenter obliviscitur quidquid religiose cogitavit)".

Regola pastorale I, 9. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.27.

mercoledì 11 gennaio 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Spesso chi ha la bramosia del potere usa strumentalmente a sostegno della propria ambizione il detto in cui l'Apostolo afferma: Se qualcuno desidera l'episcopato, aspira ad un compito di bene (1Tim3,1). Lodando questo desiderio egli però volge subito a motivo di timore ciò che era stato oggetto di lode, aggiungendo: Ma è necessario che il vescovo sia irreprensibile (1Tm 3,2)...come se dicesse: Lodo ciò che voi cercate, ma prima rendetevi conto della meta a cui ambite, perché, trascurando di misurare le forze, le vostre colpe non appaiano più gravi (sed prius discite quid quaeratis; ne dum vosmetipsos metiri neglegetis, tanto foedior vestra irreprehensibilitas pareat)".

Regola pastorale, I, 8. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.25.