Parco Archeologico Religioso CELio

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sabato, luglio 13, 2019

Se volete influenzare positivamente gli altri, avvaletevi della saggezza di San Benedetto

@Questo consiglio non perde mai valore, ed è qualcosa che dovremmo sempre sforzarci di seguire
San Benedetto è stato un santo monaco del VI secolo che ha scritto una delle prime Regole che hanno governato gli ordini religiosi. Se i suoi scritti affrontano soprattutto le questioni interne di un monastero, la sua saggezza si può applicare anche alla nostra vita.


Ad esempio, quando scrive delle qualità che deve avere un abate, San Benedetto parla della necessità non solo di predicare il Vangelo, ma innanzitutto di viverlo:

“[L’abate] deve imporsi ai propri discepoli con un duplice insegnamento, mostrando con i fatti più che con le parole tutto quello che è buono e santo: in altri termini, insegni oralmente i comandamenti del Signore ai discepoli più sensibili e recettivi, ma li presenti esemplificati nelle sue azioni ai più tardi e grossolani. Confermi con la sua condotta che bisogna effettivamente evitare quanto ha presentato ai discepoli come riprovevole, per non correre il rischio di essere condannato dopo aver predicato agli altri”.

È una semplice regola di vita con cui molti hanno familiarità nella formulazione “Fai ciò che predichi”. Può non sembrare un consiglio trascendentale, ma è qualcosa che abbiamo continuamente bisogno di ascoltare.

Siamo cristiani innanzitutto con le opere che compiamo? Seguiamo le parole del Vangelo in primo luogo con i fatti?

Papa Paolo VI ha richiamato le parole di San Benedetto nell’esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi e ha rafforzato questo insegnamento. Prendiamo a cuore le sue parole ed esaminiamo la nostra vita, comprendendo che se vogliamo davvero influenzare gli altri dobbiamo farlo innanzitutto con le nostre azioni:
“«L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, – dicevamo lo scorso anno a un gruppo di laici – o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni». S. Pietro esprimeva bene ciò quando descriveva lo spettacolo di una vita casta e rispettosa che «conquista senza bisogno di parole quelli che si rifiutano di credere alla Parola». È dunque mediante la sua condotta, mediante la sua vita, che la Chiesa evangelizzerà innanzitutto il mondo, vale a dire mediante la sua testimonianza vissuta di fedeltà al Signore Gesù, di povertà e di distacco, di libertà di fronte ai poteri di questo mondo, in una parola, di santità”.
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domenica, aprile 21, 2019

DOMENICA 21 APRILE 2019 Messa del Giorno

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ALLA MESSA DEL GIORNO)

Colore Liturgico Bianco

Antifona

Sono risorto, e sono sempre con te;
tu hai posto su di me la tua mano,
è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia. (Cfr. Sal 138,18.5-6)
Oppure:
Il Signore è davvero risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza nei secoli eterni. (Lc 24,34; cfr. Ap 1,6)

Colletta

O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te...

Prima Lettura

Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34a.37-43
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 117 (118)

R. Questo è il giorno che ha fatto il Signore:rallegriamoci ed esultiamo. 
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. R.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R.

Seconda Lettura

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo; oppure: togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 3,1-4

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

Oppure:  

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinti
1Cor 5, 6-8

Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la posta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete àzzimi.
E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!
Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con àzzimi di sincerità e di verità.

Parola di Dio

SEQUENZA
Solo oggi è obbligatoria; nei giorni fra l'ottava è facoltativa.

Alla vittima pasquale,
s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'Agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

In latino:
Victimae pascháli laudes
ímmolent christiáni.
Agnus redémit oves:
Christus innocens
Patri reconciliávit peccatóres.

Mors et vita
duéllo conflixére mirándo:
dux vitae mórtuus regnat vivus.

Dic nobis, Maria,
quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis:
et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes,
sudárium et vestes.
Surréxit Christus spes mea:
praecédet suos in Galilaéam.

Scimus Christum
surrexísse a mórtuis vere:
tu nobis, victor Rex,
miserére.

Acclamazione al Vangelo

Alleuia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore. (Cfr. 1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
 

Vangelo

Egli doveva risuscitare dai morti.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-9
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
Dove si celebra la Messa vespertina si può anche proclamare il seguente Vangelo:
Resta con noi perchè si fa sera.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24, 13-35
      Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore

Sulle offerte

Esultanti per la gioia pasquale
ti offriamo, Signore, questo sacrificio,
nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8)
Oppure:
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala
si recò al sepolcro di buon mattino
e vide che la pietra era stata ribaltata. Alleluia. (Gv 20,1)
Oppure:
Gesù, il crocifisso è risorto.
come aveva detto. Alleluia. (Mt 28,5.6; cfr Mc 16,6; Lc 24,6)
Oppure
alla sera se si legge il vangelo dei discepoli di Emmaus:
Resta con noi, Signore, perchè si fa sera
e il giorno già volge al declino. Alleluia. (Lc 24, 29)

Dopo la comunione

Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente,
con l'inesauribile forza del tuo amore,
perché, rinnovata dai sacramenti pasquali,
giunga alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.

martedì, dicembre 26, 2017

mercoledì, dicembre 13, 2017

Morte di Papa Gregorio Magno | Storia oggi

Morte di Papa Gregorio Magno | Storia oggi: "La famosa storia di Papa Gregorio I, prima che diventasse papa, vedendo alcuni ragazzi inglesi dai capelli biondi in un mercato di schiavi a Roma e dicendo, "Non Angoli, ma angeli" apparve nella prima biografia di lui, che fu scritta da un monaco anonimo di Whitby intorno o subito dopo il 700. È uno dei primi aneddoti anglosassoni sopravvissuti. I cattolici inglesi si interessarono in modo particolare a Gregorio perché fu lui a mandare sant'Agostino nel Kent nel 597 per portare il cristianesimo romano in un paese i cui cristiani celtici non riconoscevano la supremazia di Roma e dove il paganesimo prosperava ancora.

Gregorio era stato papa dal 590, quando aveva circa 50 anni. Veniva da una ricca famiglia romana patrizia con una casa sulla collina di Celio, dove trascorse la sua infanzia. Erano devoti cristiani e quando Gregorio aveva trentacinque anni, dopo aver lavorato come prefetto, o principale funzionario amministrativo di Roma, consegnò i suoi soldi, trasformò la sua casa di famiglia in un monastero e divenne un monaco, in 574. Era troppo capace di essere lasciato lì e in poco tempo fu inviato a Costantinopoli per rappresentare papa Pelagio II. Richiamato a Roma nel 585, fu fatto abate del suo monastero e quando Pelagio morì nel 590, con il mondo occidentale in fermento e Roma minacciata dai Longobardi germanici, fu necessario un uomo dotato di spiccata capacità pratica, energia e iniziativa. A quanto pare nessuno era in dubbio su chi dovesse essere.

L'impero romano in Occidente era finito, travolto dalle invasioni germaniche. "Le città sono distrutte, le città rovinate, la nostra patria è devastata", ha detto Gregory in una delle sue omelie. "Dov'è lo stato di Roma, una volta amante del mondo?" Evidentemente ha visto il papato come la roccia su cui costruire un nuovo impero spirituale e un ordine civile, che lo ha reso un importante predecessore dei papi medievali. Accettando che i barbari fossero venuti a stare, trascorse i suoi anni nella cattedra di San Pietro inviando missionari per convertirli al cristianesimo o, laddove necessario, li svezzò dall'eresia ariana. Ha detto che gli piacerebbe essere stato lui stesso un missionario. I suoi talenti, tuttavia, lo tennero a Roma, dirigendo la città, cercando di guidare re barbari e regine dal temperamento brutale e incerto lungo la strada giusta, riorganizzare le finanze e l'amministrazione della Chiesa, e scrivere un libro molto apprezzato di consigli pratici per vescovi e sacerdoti, nonché omelie e commenti sui libri della Bibbia. Ha anche rivisto la liturgia e ha lasciato il suo nome al canto gregoriano.

Lamentato dall'artrite alla fine della sua vita, Gregorio morì a Roma e fu sepolto nella basilica di San Pietro. Il primo Papa si definì "servitore dei servi di Dio", fu riconosciuto subito come un santo."


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lunedì, dicembre 11, 2017

INCONTRI CELIMONTANI 2017 - 2018 - del 21/12/ p.v. ore 18,00 Il Carcere e la Giustizia

INCONTRI CELIMONTANI

2017 - 2018
Il Carcere e la Giustizia:
Redenzione e Riconciliazione ?

a cura di:
Innocenzo Gargano - Michela Porcellato

      Seguendo il Vangelo siamo convinti che quello che Dio ci propone sia una vita dell'uomo piena di compiutezza, di gioia (Gv 15, 11) e di giustizia. Egli non vuole né la morte né la sofferenza del peccatore, ma che si converta e viva. L'Amministrazione della giustizia ............................


....... Parliamone dal 21 dicembre p.v. alle ore 18,00  nel monastero di S. Gregorio al Celio (RM)
Piazza San Gregorio n. 1 - RM 00185

...... Ti aspettiamo !!!








giovedì, aprile 13, 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La profezia relativa al tempo presente non ha bisogno di alcuna prova né del passato né del futuro: quando una cosa occulta è svelata dalla parola profetica, la verità di questa parola è attestata dalla cosa stessa che viene svelata.
(Prophetia auten praesentis temporis nec praeteriti attestatione indiget, nec futuri, quia cum res occulta per prophetiae verba detegitur, veritati illius res ipsa quae ostenditur attestatur).

Omelie in Ezechiele/I, 1,3, Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.97.