Parco Archeologico Religioso CELio

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".... energia rinnovabile UOMO"

mercoledì 15 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"E' necessario che quando l'insieme delle virtù si fa motivo di lusinga, lo sguardo dello spirito si rivolga alle proprie debolezze e faccia nascere in sé una salutare umiltà, dando risalto non al bene compiuto, ma a quello che si è trascurato di compiere, in modo che il cuore, nella contrizione, al  ricordo della propria debolezza, si renda più saldo nella virtù al cospetto dell'auotre dell'umiltà".

Regola pastorale IV, 65. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p. 243.

martedì 14 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Per alcuni l'eccellenza della virtù fu occasione per perdersi, in quanto, eccessivamente sicuri di sé per la fiducia nelle proprie forze, finirono con lo spegnersi insensibilmente, trascurando se stessi. Quando la virtù resiste ai vizi l'animo resta accarezzato da una certa compiacenza, e può accadere che chi agisce bene abbandoni il timore e la vigilamza su di sé, adagiandosi sicuro con piena fiducia nelle sue forze. In questo stato di pigrizia l'astuto seduttore gli ricorda tutto il bene compiuto e lo fa inorgoglire nel pensiero, con l'idea di essere superiore a tutti....Fiduciosa nella sua bellezza l'anima si appoggia con gioiosa sicurezza sui meriti delle sue virtù, trovandosi però, proprio attraverso questa fiducia, in preda alla fornicazione".

Regola pastorale IV, 65. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.241.

domenica 12 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Ogni predicatore deve attendere al suo ministero più con i fatti che con le parole, e tracciare con una vita santa la via da percorrere a chi vuol seguirlo, piuttosto che mostrare solo con la parola la strada su cui compiere il cammino".

Regola pastorale, III, 40. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p. 239.

venerdì 10 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"C'è differenza tra chi cade nel peccato per irriflessione e chi lo fa con freddo calcolo, perché questi ultimi, cadendo dallo stato di giustizia nella colpa, spesso finiscono, al contempo, anche nel laccio della disperazione. Per questo il Signore, per mezzo del profeta, rimprovera non tanto i peccati commessi per un'improvvisa passione quanto i deliberati progetti del male, dicendo: Così che il mio sdegno non divampi come fuoco e non diventi fiamma che nessuno può estinguere per la malizia dei vostri progetti di male (Ger 4,4). Dato dunque che i peccati commessi con deliberata volontà differiscono dagli altri, il Signore punisce non tanto il male compiuto quanto la premeditazione nel complierlo".

Regola pastorale, III, 32. Città Nuova Editrice, Roma 2008, pp.217-219.

sabato 4 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Si purificano ma non sono mai mondi 
coloro che non smettono di versare lacrime 
sui peccati commessi 
ma compiono di nuovo 
azioni lacrimevoli.

(Lavantur et nequaquam mundi sunt 
qui commissa 
flere non desinunt, 
sed rursus flenda 
committunt)".

Regola pastorale, III, 30, Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.209.

venerdì 3 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Chi versa lacrime sul male compiuto ma non se ne distacca, incorre in una colpa che merita una pena più grave, perché disprezza il perdono che ha potuto ottenere col pianto e - per così dire - si avvoltola in un acqua fangosa; sottraendo alle sue lacrime l'onestà della condotta le rende sordide agli occhi di Dio...Trascura di mantenersi senza macchia, dopo essersi purificato, chi non custodisce l'innocenza della vita dopo aver pianto".

Regola pastorale, III, 30. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.207.

giovedì 2 marzo 2017

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Dalla vicenda del Progenitore abbiamo appreso che giungiamo alla malizia di ogni colpa in tre modi, cioè con la suggestione, con il piacere e con il consenso, che sono opera, rispettivamente, del nemico, della cfarne e dello spirito. Il Maligno infatti suggerisce pensieri malvagi, la carne su fa pronta al piacere e, infine, lo spirito, sconfitto dalla passione, dà il consenso. Fu così che il serpente suggerì di compiere il male: Eva, come carne, si piegò al piacere; Adamo, come spirito, diede il consenso, vinto dalla suggestione e dal piacere. Con la fantasia dunque veniamo a conoscere il peccato, dal piacere siamo vinti, e attraverso il consenso ne diventiamo schiavi".

Regola pastorale, III, 29. Città Nuova Editrice, Roma 2008, p.205.