Parco Archeologico Religioso CELio

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sabato, aprile 26, 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

I suoi figli (di Giobbe) solevano andare a fare banchetti a casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno" (Gb 1,4).
"I figli banchettano nell casa di ciascuno di loro, quando le singole virtù nutrono l'anima, ciascuna a modo suo (virtutes singulae iuxta modum proprium, mentem pascunt)...Richiamando brevemente questi stessi doni della grazia settiforme, diciamo che:
La sapienza nutre l'anima con la speranza e la certezza dei beni eterni...
L'intelletto penetra ciò che ascolta, ristorando il cuore di cui rischiara le tenebre. 
Il consiglio impedisce all'animo di essere impulsivo, regolandolo con la ragione. 
La fortezza non temendo le avversità appresta trepidante il cibo della fiducia. 
La scienza vince il digiuno dell'ignoranza. 
La pietà riempie le viscere del cuore con le opere della misericordia. 
Il timore impedisce di insuperbirsi per le cose presenti e conforta per quelle future col cibo della speranza...
Ogni singola virtù riceve però molto danno se non è sostenuta dalle altre (valde singula quaelibet destituitur, si non una alii virtus virtuti suffragetur)" 

Commento morale a Giobbe, I, 1, 44.45. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p. 147.

Siamo di fronte a una tipica interpretazione <morale> gregoriana. Gregorio crede legittimo lasciarsi ispirare liberamente da un determinato testo biblico per proporre dei valori e dei comportamenti che fanno parte dell'insegnamento comune sia biblico che culturale. Un esegeta nostro contemporaneo non se lo potrebbe permettere mai.

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