Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 15 ottobre 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Ci sono alcuni che si gloriano di essere stati salvati mediante le proprie forze, e si vantano di essere stati redenti per i loro meriti antecedenti. Tale affermazione si rivela contraddittoria, poiché, dichiarandosi a un tempo innocenti e redenti, rendono vano in loro il concetto stesso di redenzione. Infatti chi è redento, senza dubbio viene liberato da qualche schiavitù. Come può dunque essere redento chi prima non è stato schiavo di una colpa (Unde ergo quilibet iste redemptus est, si prius non fuit sub culpa captivus)? E' chiaro dunque che vaneggia chi ragiona così. Sì, la grazia divina non è venuta per avere trovato nell'uomo il merito, ma lo produce dopo che è venuta (Hominis quippe meritum superna gratia non ut veniat, invenit, sed postquam venerit, facit). Dio viene nell'anima indegna e la rende degna di Sé, con la sua venuta. Trova soltanto la colpa che avrebbe dovuto punire e produce il merito che premierà (Ad indignam mentem veniens Deus, dignam sibi exhibet veniendo. Facit in ea meritum quod remuneret, qui hoc solum invenerat quod puniret)".

Commento morale a Giobbe, IV, XVIII, 63. Città Nuova Editrice/2, Roma 1994, p.691.

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