Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 28 dicembre 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La morte, la pienezza di giorni che noi crediamo si sia verificata nel beato Giobbe, cioè di un membro della Chiesa, abbiamo la speranza che si compirà in tutta la Chiesa nel suo insieme; e così noi possediamo la verità di ciò che è avvenuto senza che si svuoti la profezia di ciò che deve avvenire (Hanc itaque mortem, hanc dierum plenitudinem, et in beato Iob, uno id est membro Ecclesiae, credamus factam, et in tota simul Ecclesia speremus esse faciendam, quatenus ita teneatur rei gestae Veritas, ut non evacuetur rei gerendae prophetia). Se infatti i beni della vita dei santi che conosciamo sono privi di verità, non valgono nulla; se non contengono un mistero, valgono molto poco (Bona enim quae de sanctorum vita cognoscimus, si veritate carent, nulla sunt; si mysterium non habent, minima). Perciò la vita dei buoni, che per mezzo dello Spirito Santo viene narrata, splenda ai nostri occhi in virtù dell'intelligenza spirituale, senza che il significato si scosti dalla fedeltà alla storia. E così l'animo rimane maggiormente fisso nella sua intelligenza, in quanto, trovandosi come in mezzo, la speranza lo tiene legato al futuro e la fede al passato (Quae ergo per Spiritum Sanctum bonorum vita describitur, et per intellectum nobis spiritualem fulgeat, et tamen sensus a fide historiae non recedat, quatenus tanto fixior animus in suo intellectu permaneat, quanto hunc quasi in medio constitutum, et erga futura spes, et erga praeterita fides ligat)".

Commento morale a Giobbe, VI, XXXV, 48. Città Nuova Editrice 1/4, Roma 2001, p.603.

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