Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 1 aprile 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Stiamo celebrando le solennità pasquali ed è necessario che la nostra vita si svolga in modo da meritarci l'accoglienza nella liturgia celeste. Passano velocemente tutte le celebrazioni che ricorrono nel tempo (Transeunt cuncta, quae temporaliter festiva celebrantur). Fate in modo, voi che partecipate a queste solennità, di non essere esclusi da quelle eterne. Che giova partecipare alle festività degli uomini se si resta esclusi da quelle degli angeli? La solennità vissuta nel tempo è un'ombra di ciò che è riservato al secolo futuro (Umbra venturae solemnitatis est solemnitas praesens), e infatti la celebriamo ogni anno per poter passare dalla ricorrenza annua alla condizione di perennità. Mentre si vive la festività nei giorni per essa fissati, la nostra mente deve tener acceso il desiderio (desiderium) di quella eterna. Partecipando alla gioia vissuta nel tempo, lo spirito arda e frema al pensiero dei gaudii eterni (Frequentatione ergo gaudii temporalis ad aeterna gaudia mens incalescat et ferveat) così da fruire nella patria la felicità piena, dopo aver meditato durante la vita sulla gioia che la adombrava (ut ex veritate laetitiae perfruatur in patria, quod de umbra gaudii meditatur in via). Ricostruite dunque, fratelli, la vostra vita e ogni attività" (Le Quaranta Omelie sui Vangeli, XXVI, 10, Città Nuova Editrice, Roma 1994, p.341). 


Si tratta di un modo tutto gregoriano di vivere nel tempo, godendone le gioie pienamente, e tuttavia utilizzandole sempre come un'occasione da non perdere perché cresca il desiderio che quelle stesse gioie passino dall'ombra alla realtà che l'ombra appunto preannunzia e proietta nello scorrere di questo nostro tempo.  

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