Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 31 marzo 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO

"Come nella Bibbia si parla di Santo dei Santi o di Cantico dei Cantici per l'eccellenza delle realtà indicate, così questa Solennità della Pasqua può essere definita esattamente come la solennità delle solennità. In essa infatti ci è stato dato un esempio della risurrezione, fu aperta la speranza della patria celeste e può essere in qualche modo anticipata la gloria del regno celeste. Con essa gli eletti, posti in uno stato di quiete oltre le barriere degli inferi sono stati ricondotti ai godimenti del Paradiso... San Paolo ci insegna che se Cristo è la nostra Pasqua dobbiamo meditare ciò che la Legge dice di essa e vedere attentamente se è possibile intenderne il senso come riferito a Cristo...Tutti i riti pasquali sono per noi fonte di grande edificazione se vengono esaminati con i criteri dell'esegesi mistica... Di che cosa, per esempio, sono simbolo le case segnate dal sangue dell'agnello se non delle nostre menti in cui abitiamo mediante il pensiero? L'architrave della casa è l'intenzione della mente che fa da guida all'agire. Chi dunque orienta l'intenzione della mente a imitare la passione del Signore pone il sangue dell'agnello sull'architrave della casa...Si può dire che poniamo il sangue dell'agnello sull'architrave se portiamo in fronte la croce della sua passione...Per celebrare però veramente nello spirito questa solennità, non basta accostarsi ai sacramenti del nostro Redentore, ma occorre che vi aggiungiamo anche le buone opere. Che giova infatti assumere con le labbra il suo corpo e il suo sangue se poi ci ribelliamo a Lui con l'iniqua condotta (Quid enim prodest corpus et sanguinem illius ore percipere, et ei perversis moribus contraire)?" (Le Quaranta Omelie, XXII, 6.7.8 passim, Città Nuova Editrice, Roma 1994, pp.283-285).

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