Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 15 settembre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

GREGORIO ALL'AMICO VENANZIO
 
" Ho ricevuto la tua  lettera molto attesa, per la quale ho goduto tanto del colloquio con un assente, quanto desidero che mi sia sempre presente di persona colui che mi parla (tantum de absentis collocutione gavisus sum, quantum et ipsum, qui locutus est, semper mihi cupio esse presentem). Vorresti che ti fossero commentate allegoricamente alcune gesta di Sansone (quaedam vobis de Sampsoni factis allegorice disseratur). Ma mi è preso tanta debolezza fisica che, se qualcosa si affaccia alla mente, l'animo non ha la forza di occuparsene. Godo però del tuo buon desiderio, perché, se desideri il commento della Parola di Dio, dimostri con quanto ardore vai in cerca proprio dell'autore di quella  Parola (bono autem desiderio vestro congaudeo, quia, dum expositionem sacrorum verborum cupitis, quam stricte ipsum auctorem eorundem verborum quaeritis demonstratis). Se acquisterò le forze fisiche, con l'aiuto di Dio onnipotente asseconderò i tuoi desideri".
 
(Lettere, IX, 13. Città Nuova Editrice, Roma 1998, p. 121).
 
 
La convinzione comune di Padri della Chiesa era che ci si congiunge alla verità non soltanto con l'uso dei sensi e l'esercizio della ragione, ma anche con il dono dell'intuizione creativa. Quest'ultima poi, essendo gratuita, come è gratuita un'ispirazione poetica o artistica, rivela con maggiore chiarezza che la verità è un dono che può raggiungerci solo se la fonte stessa della verità,  scorrendo, si lascia vedere e sperimentare da noi. Non siamo noi che possediamo la verità ma è la verità che si lascia possedere  da noi! E lo fa in piena libertà, perché dello Spirito ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va (Gv 3, 8).

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