Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 19 dicembre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Se, quando leggiamo la Bibbia, interpretiamo tutto alla lettera, perdiamo la virtù del discernimento (si omnia ad litteram sentiamus, virtutem discretionis amisimus); se riportiamo tutto sul piano dell'allegoria spirituale, cadiamo ugualmente nella mancanza di discernimento (si omnia ad spiritalem allegoriam ducimus, similiter indiscretionis stultitia ligamur). I santi predicatori invece quando leggono gli oracoli divini (sacra eloquia), ora colgono la lettera nella storia, e ora, attraverso il significato della lettera, ne ricercano lo spirito (aliquando in historia litteram suscipiunt, alquando vero per significationem litterae spiritum requirunt). Inoltre: ora imitano i buoni esempi dei padri che li hanno preceduti, seguendo la lettera, e ora traggono profitto dai fatti storici che non possono essere imitati, interpretandoli in senso spirituale (et modo bona facta patrum praecedentium, sicut iuxta litteram inveniunt, imitantur, modo quaedam, quae iuxta historiam imitanda non sunt, spiritaliter intellegunt et ad provectum tendunt)". 

(Omelie su Ezechiele, I, III, 4, Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.137).


Siamo di fronte a delle dichiarazioni di intenti molto precisi dell'ermeneutica gregoriana. Consiglierei il lettore moderno di tener conto di due vocaboli che esprimono in sintesi il pensiero gregoriano. Essi sono: <discretio> e <provectum>. All'interno di questi due vocaboli è possibile capire l'importanza dei binomi <littera/historia> - <spiritus/allegoria>, anch'essi così determinanti per papa Gregorio nella comprensione sia dei <sacra/divina eloquia> sia dei <facta patrum>.

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