Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 20 marzo 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Dio misericordioso ci dona il tempo per pentirci (Misericors Deus tempus nobis ad paenitentiam relaxat), ma quando ci serviamo della pazienza della sua grazia per aggravare la colpa, questo stesso tempo, che lui ha disposto per perdonarci, lo volge a colpirci severamente (sed cum eius gratiae patientiam nos ad augmentum vertimus culpae, hoc ipsum tempus quod ad parcendum pie disposuit districtius ad feriendum vertit); in tal modo quando uno, anche dopo aver ricevuto il tempo opportuno, non vuole ritornare a lui, aumenta i misfatti di cui poteva liberarsi se si fosse convertito...Il reprobo infatti, abusando della bontà di Dio onnipotente, accumula collera su di sé per il giorno dell'ira, perché mentre riceve il tempo per pentirsi, e lui lo usa per peccare, trasforma in aumento di colpa la medicina stessa della grazia (reprobus...ipsum remedium gratiae vertit in augmentum culpae) ...Ma sia che il giusto cada nella colpa sia che il peccatore piombi nella morte, la sentinella deve temere d'essere coinvolta, per il suo silenzio, nella colpa di coloro che peccano (Sed sive iustus in culpa, sive peccator in mortem corruat, speculatori timendum est ne hunc ex suo silentio reatus peccantium pariter involvat)".

(Omelie su Ezechiele, I, XI, 25. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p. 357).

Si tratta dunque di due responsabilità molto serie: una è quella del <reprobus> che non approfitta del tempo concesso da Dio per aprirsi alla grazia; l'altra è quella dello <speculator> che, col suo silenzio, si fa complice del peccatore che si precipita verso la perdizione senza che alcuno lo riprenda e faccia di tutto per salvarlo.

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