Parco Archeologico Religioso CELio

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martedì 15 aprile 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Poiché il nostro Redentore forma una sola persona con la santa Chiesa da lui assunta...chiunque reca in sé l'immagine di Cristo lo esprime come capo e come corpo e quindi può far propria non solo la voce del capo, ma anche quella del corpo (quisquis Redemptorem in semetipso significat, modo hunc ex capite modo ex corpore designat, ut non solum vocem capitis, sed etiam corporis teneat)... Siccome dunque colui che come capo è lo sposo e come corpo è la sposa (Quia igitur ipse in capite sponsus, ipse est in corpore sponsa), è necessario che ogni volta che si dice qualcosa del capo immediatamente si estenda al corpo e, viceversa, occorre risalire subito al capo quando si fa riferimento al corpo (necesse est ut cum nonnumquam aliquid de capite dicitur, sensim ac subito etiam ad vocem corporis derivetur; et rursum cum de corpore aliquid dicitur, repente ad vocem capitis ascendatur), ".

Commento morale a Giobbe. Prefazione, 14. Città Nuova Editrice, Roma 1992, pp.107-109.


Questi principi ermeneutici che Gregorio ha ricevuto da Agostino, il quale li aveva presi da Ticonio, vengono spesso sintetizzati nel cosiddetto riferimento al <Christus totus caput et membra> al quale i cristiani riferiscono il <secondo significato> del testo biblico, quel significato cioè che va oltre il semplice <senso letterale> e che viene chiamato anche <senso allegorico> o <senso spirituale>.

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