Parco Archeologico Religioso CELio

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venerdì 16 maggio 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Quando in questa vita ci tocca soffrire delle contrarietà, è necessario sottomettere di buon grado la nostra volontà a Colui che non può volere nulla di ingiusto. In ogni evento spiacevole ci consola molto sapere che nulla ci accade se non per ordine di Colui a cui non piace se non ciò che è giusto (Magna quippe est consolatio in eo quod displicet quod illo ordinante erga nos agitur, cui nonnisi iustum placet). Se dunque sappiamo che al Signore piace ciò che è giusto e che nulla possiamo soffrire senza il suo beneplacito, tutto ciò che soffriamo è giusto, ed è molto ingiusto mormorare per ciò che giustamente soffriamo (iusta sunt cuncta quae patimur et valde iniustum est, si de iusta passione murmuramus). Abbiamo inteso Giobbe difendere la propria causa con linguaggio forte contro l'avversario; ascoltiamo ora, al termine del suo discorso, benedire e lodare il Giudice in questi termini: <Sia benedetto il nome del Signore> (Gb1,21). Ecco egli riassume ogni suo retto sentimento nella benedizione del Signore. Così....con l'umiltà colpì il nemico superbo, con la pazienza atterrò il crudele (Ecce...superbum hostem humilitate percussit, crudelem patientia stravit)". 

Commento morale a Giobbe, I,II, 31.32. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.191.

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