Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 14 settembre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Talvolta i santi parlano in modo semplice per andare incontro ai più piccoli e altre volte parlano di cose che sono frutto di contemplazione (Aliquando sancti viri quaedam minimis condescendentes dicunt, quaedam vero summa contemplantes proferunt). Succede però che gli stolti osino criticarli perché non sono capaci di distinguere tra condiscendenza e sublimità del pensiero  frutto di contemplazione... Gli amici di Giobbe, per esempio, lo criticavano credendo di dover difendere l'onore di Dio, ma, nella loro superbia, non si accorgevano di andare oltre la regola stabilita proprio dal precetto divino (Amici igitur Job duma contra eum quasi in Dei defensione prosiliunt, divini praecepti regulam superbientes excedunt)... La buona intenzione rispetta in realtà la norma della rettitudine soltanto se imbocca la strada dell'umiltà. Si deve dire con franchezza quello che si pensa ed esprimere con grande umiltà quello che si dice, ma prestando sempre attenzione a non manifestare con arroganza un pensiero giusto e buono manifestato in modo scorretto (ne et  quae recte intendimus, haec elate proferendo non recta faciamus)".
 
Commento morale a Giobbe, I, V, 24.25. Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, pp.407-409.

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