Parco Archeologico Religioso CELio

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venerdì 10 ottobre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Non possiamo invidiare se non quelli che riteniamo migliori di noi (Invidere enim non possumus nisi eis quos nobis in aliquo meliores putamus). E' dunque piccolo chi si lascia uccidere dall'invidia (Parvulus ergo est qui livore occiditur), poiché egli stesso ammette di essere inferiore a colui per il quale prova invidia (quia ipse sibi testimonium perhibet quod ei minor sit cuius invidia torquetur)... Così i fratelli vendettero Giuseppe agli Ismaeliti di passaggio (Hinc Ioseph fratres sui vendiderunt) perché, conosciuto il segreto rivelato da lui, si sforzarono di ostacolare i suoi progressi per impedire che diventasse superiore ad essi. Così Saul perseguitò Davide suo suddito (Hinc Saul David subditum), scagliandogli contro la lancia, perché, vedendolo crescere ogni giorno più in valore e successo, ebbe paura che diventasse più grande di lui. Perciò è piccolo chi si lascia uccidere dall'invidia. Infatti se non fosse inferiore, non soffrirebbe del bene altrui (nisi ipse inferior exsisteret, de bono alterius non doleret)".

Commento morale a Giobbe, I, V, 84. Città Nuova Editrice/1. Roma 1992, p. 471.

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