Parco Archeologico Religioso CELio

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sabato, ottobre 11, 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La morte è entrata nel mono per invidia del diavolo (Sap 2,24). Quando questa livida putredine investe e corrompe il cuore, anche l'aspetto esteriore indica la grave follia che scuote l'animo (cum devictum cor livoris putredo corruperit, ipsa quoque exteriora indicant quam graviter animum vesania instigat). Il volto diventa pallido, gli occhi si abbassano, la mente si riscalda e le membra si raffreddano. I pensieri diventano rabbiosi, i denti stridono; e mentre nel profondo del cuore si nasconde l'odio crescente, la ferita interna tortura la coscienza con cieco dolore. Non si gusta più nessuna gioia nelle proprie cose, perché la propria pena ferisce l'anima che si consuma e che la felicità altrui tormenta (Nil laetum de propriis libet, quia  tabescentem mentem sua poena sauciat, quam felictas torquet aliena). Quanto più si leva in alto l'edificio costruito dagli altri, tanto più sprofonda il fondamento dell'anima invidiosa e quanto più gli altri avanzano verso il meglio, tanto più essa scende verso il peggio. In questa rovina coinvolge anche il bene che credeva di aver costruito con altre azioni virtuose. Infatti quando l'invidia consuma l'anima, fa marcire tutte le buone azioni che trova (Nam invidia cum mentem tabefecerit cuncta quae invenerit bene gesta consumit)".

Commento morale a Giobbe, I, V, 85, Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, pp. 471-473.

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