Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 29 dicembre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La nostra stessa anima, esclusa dalla sicura gioia del segreto interiore (a secreti interioris securo gaudio exclusa), ora è illusa dalla sua speranza, ora vessata dalla sua paura, ora abbattuta dal dolore e ora sollevata dalla sua falsa allegrezza. Ama con pertinacia le cose transitorie e continuamente si spaventa per la loro perdita, perché cambia secondo il rapido mutar degli eventi (et incessanter cursu rapiente permutatur): è soggetta alle cose mutevoli e per questo essa pure muta. Sempre alla ricerca di quello che non ha, lo accoglie ansiosa, e appena l'ha avuto si annoia di aver ottenuto quel che cercava (nam quaerens quod non habet, anxia percipit; cumque habere coeperit, taedet hanc). Spesso ama quel che aveva disprezzato e poi disprezza quel che amava (Amat saepe quod despexerat, despicit quod amabat). Con fatica impara le cose eterne e subito se ne dimentica quando cessa di soffrire (horum repente obliviscitur, si laborare desierit). Cerca a lungo per trovare appena qualcosa delle cose supreme,  ma appena tornata alla solita vita, non persevera neppure in quel poco che ha trovato (nec parum in his quae invenerit perseverat)".

Commento morale a Giobbe, II, VIII, 54, Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, p.667.

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