Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 28 dicembre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"A questo nostro corpo, a parte i dolori che sopporta per i deliri delle febbri...succede che con l'ozio si deprima e con l'attività si logori; che non possa fare a meno di mangiare, perché verrebbe meno col digiuno; che abbia bisogno di acqua per non seccarsi del tutto, ma che debba stare attento perché l'umidità non lo danneggi; che il lavoro lo irrobustisca sottraendolo al torpore dell'ozio, ma che abbia bisogno di riposo perché la fatica non lo schiacci, e tuttavia che lo debba fare con misura perché un sonno prolungato lo stanca ancora di più; che si debba coprire di vesti contro il freddo, ma poi, non sopportando il caldo, cerchi ad ogni costo il fresco. Insomma si può dire che quanto più l'uomo eviti situazioni moleste, tanto più se le trovi tra i piedi. Si dovrà concludere allora che l'anima si ritrova inguaribilmente malata proprio a causa delle medicine prese per guarire e che, usando troppo a lungo il rimedio, la medicina stessa si trasforma in ferita (ipsum quoque medicamen in vulnus vertitur, quia exquisito remedio paulo diutius inhaerentes, ex eo gravius deficimus quod provide ad refectionem paramus)". 

Commento morale a Giobbe, II, VIII,53. Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, p.667.

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