Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 7 gennaio 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Il papiro e il giunco simboleggiano la vita degli ipocriti (hypocritae vitam signat), che all'apparenza è verde, ma rimanendo arida per la sterilità delle sue azioni, della santità possiede soltanto il colore verde...Aspira non ad essere santo, ma ad essere chiamato tale (sanctus namque non esse appetit, sed vocari) e se per caso viene ripreso, è come se si stroncasse la gloria che gli deriva dall'opinione. Sorpreso nel male si arrabbia, sente dolore come se fosse toccato in una ferita nascosta (deprehensum se in pravitate irascitur...quia velut in occulto vulnere tactus dolet). Vorrebbe che tutti lo stimassero tale e quale è conosciuto dagli inesperti; ed essendo più rassegnato a morire che a ricevere rimproveri, se viene rimproverato diventa peggiore, perché la parola libera è per lui come un dardo che lo colpisce terribilmente (redargutione deterior redditur, quia quasi dirae percussionis aestimat iaculum, puritatis verbum). Perciò, esasperato, passa subito alle ingiurie e nella condotta di chi lo rimprovera cerca difetti che esagera. Vuole dimostrare che chi lo corregge è incomparabilmente più colpevole di lui, così da risultare innocente, non per le proprie azioni, ma per le colpe altrui (Demonstrare longe incomparabiliter reum reprehensorem suum desiderat, ut innocentem se non suis actibus, sed alienis criminibus ostendat)".

Commento morale a Giobbe, II, VIII, 66.67, Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, p.681.

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