Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 20 aprile 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Adesso il mio dolore mi opprime e tutti i mei arti sono stati annientati (Gb 16,8). La santa Chiesa è oppressa dal dolore quando vede che i malvagi progrediscono nella loro malizia. E siccome la crescita dei perversi incita i deboli, che sono dentro di essa, a seguire le arti della perversione (dum pravi crescunt etiam infirmi qui in ea sunt ad sequenda studia pravitatis irritantur), giustamente aggiunge: E tutti i mei arti sono stati annientati...I membri della Chiesa sono quindi ridotti a niente quando i  deboli, imitando i perversi che crescono in questo mondo, diventano sempre più deboli. Questi infatti, vedendo la felicità dei malvagi, spesso vengono meno alla loro stessa fede e si volgono ai beni temporali (videntes enim felicitatem malorum, saepe et ab ipso fidei statu dilabuntur). Così sono come ridotti a niente perché, abbandonando l'essenza indefettibile di Dio per amore delle cose che passano, si può dire che tendono verso il nulla. Perciò è detto bene: Adesso, perché, come si vede, per la Chiesa adesso  è il tempo del dolore; poi verrà il tempo della gioia. Spesso infatti accade che la santa Chiesa non solo è costretta a tollerare gli infedeli e gli avversari che si trovano fuori di essa, ma con pena le tocca sopportare anche le insidie e l'ostilità di coloro che porta nel suo seno (Saepe vero contingit ut sancta Ecclesia non solum infideles atque extra positos adversarios toleret, sed eorum quoque insidias atque adversitatem vix ferat quos intus habet)".

Commento morale a Giobbe, III, XIII, 9. Città Nuova Editrice/2, Roma 1994, p. 317.

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