Parco Archeologico Religioso CELio

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sabato 12 dicembre 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Le sentenze degli antichi Padri sono come rami di vario colore (praecedentium patrum sententiae quasi virgae variae ponuntur). Quando scartiamo in esse il senso letterale è come se togliessimo la corteccia, e quando seguiamo il senso letterale è come se conservassimo la corteccia. Quando si toglie la corteccia della lettera si evidenzia il bianco dell'allegoria che contengono (Dum ab ipsis cortex litterae subducitur, allegoriae candor interior demonstratur). Quando si lascia la corteccia si mostrano invece gli esempi verdeggianti del senso letterale (et dum cortex relinquitur, exterioris intellegentiae virentia exempla monstrantur). Il motivo per cui Giacobbe pose i rami verdi nei canali dell'acqua, sta nel fatto che il nostro Redentore li ha fissati nei libri della scienza sacra con i quali noi veniamo interiormente irrigati (Iacob in aquae canalibus posuit quia et Redemptor noster in libris eas sacrae scientiae, quibus nos intrinsecus infundimur, fixit)".

Commento morale a Giobbe, IV, XXI, 2. Città Nuova Editrice/3, Roma 1997, p.173.

Per capire meglio questa spiegazione assai curiosa di Gregorio occorre rileggere il testo, altrettanto curioso, di Gen 30, 37-39 che parla dell'ingegnosità inventata dal patriarca Giacobbe per accrescere il numero di quella parte del gregge che aveva pattuito, col suo suocero Labano, di considerare suo. 

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