Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 24 ottobre 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La colpa non è nel cibo ma nell'avidità. Ecco perché possiamo mangiare abitualmente senza colpa cibi più squisiti, e difficilmente gustiamo senza colpa  cibi più pesanti (Neque enim cibus, sed appetitus in vitio est. Unde et lautiores cibos plerumque sine culpa sumimus, et abiectiores non sine reatu conscientiae degustamus). Esaù perse la primogenitura per un piatto di lenticchie; Elia invece, mangiando carne nel deserto, ottenne di avere un corpo vigoroso. Così lantico nemico, avendo compreso che la proibizione non riguardava il cibo, ma l'avidità, asoggettò a sé il primo uomo (Adamo) non con la carne ma con un frutto, e tentò l'uomo nuovo (Gesù) non con la carne ma col pane...Quando avidamente prendiano cose nocive, che altro gustiamo se non cose proibite? Dobbiamo quindi prendere ciò che la necessiità della natura richiede, non ciò che il piacere di mangiare suggerisce (Ea itaque sumenda sunt quae naturae necessitas quaerit et non quae edendi libido suggerit)".

Commento morale a Giobbe, VI, XXX, 60.61. Città Nuova Editrice1/4, Roma 2001, p. 213.

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