Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 21 marzo 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Vi fu un uomo di vita santa, Benedetto di nome e per grazia. Ancora nella prima età, egli già possedeva un cuore maturo (ab ipso pueritiae suae tempore cor gerens senile) e mai si diede a piaceri eccessivi (nulli animum voluptati dedit), anticipando l'età adulta per la gravità del suo tenore di vita. Infatti, pur potendone liberamente godere nella vita presente, considerò il mondo come fiore inaridito (despexit iam quasi aridum mundum cum flore). Nato in provincia di Norcia da famiglia di elevata condizione sociale, fu mandato a Roma per dedicarsi agli studi umanistici. Tuttavia, appena si accorse che molti suoi compagni deviavano per le strade del vizio, subito ritrasse il piede dalla soglia di quel mondo (quem quasi in ingressum mundi posuerat retraxit pedem), per non precipitare anch'egli totalmente in quell'orrido abisso, sia pure soltanto accostandosi agli studi profani. Tralasciata così la formazione letteraria, abbandonata pure la sua casa con i beni paterni, desideroso di piacere unicamente a Dio (soli Deo placere desiderans), cercò l'abito santo della vita monastica. Si ritirò dunque dal mondo, consapevolmente ignaro e sapientemente ignorante (recessit igitur scienter nescius et sapienter indoctus) " (Dialoghi II, 1, Città Nuova Editrice, Roma 2000, p.137)

Il 21 di marzo, è il giorno della morte (il cosiddetto <transitus> o passaggio al Paradiso) di  San Benedetto da Norcia. Si diceva una volta: <San Benedetto, rondine sotto il tetto> accostando il <dies natalis> di questo santo, famosissimo in Europa, all'inizio della primavera.
Le uniche notizie che abbiamo di questo santo ce le fornisce però Gregorio Magno che ha fatto di Benedetto il modello per eccellenza del monaco cristiano che sceglie di vivere nella solitudine "consapevolmente ignaro e sapientemente ignorante" per trovare la sua gioia unicamente in Dio: <soli Deo placere desiderans>.
Al di là di ciò che può apparire come un pessimismo eccessivo nei confronti dei valori mondani, al quali oggi si accosta facilmente il Medioevo, la scelta di Benedetto fu di fatto l'inizio di un'epoca nuova della storia dell'intero Occidente. 
I suoi monasteri <benedettini>, sparsi in tutta l'Europa, e  abitati da giovani e meno giovani che intendevano imitarlo nel suo intento di <piacere a Dio e a nessun altro> divennero infatti veri e propri centri di rimescolamento di valori antichi e nuovi che, lentamente, avrebbero prodotto la nuova civiltà occidentale.

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