Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 25 marzo 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Sono venuti da me alcuni mendicanti (mendicantes) e tra essi c'erano dei vecchi (quidam senes). Avendoli interrogati con inquietudine su ciò che avessero ricevuto da un nostro fratello vescovo, mi risposero che si erano rivolti a lui ma che non avevano ricevuto assolutamente niente, neppure il pane per il viaggio: ciò che, alla  Chiesa di quel vescovo, è sempre stato abituale dare a tutti. Mi hanno riferito infatti che quegli aveva risposto dicendo: <Non ho nulla da darvi> (non habeo quod vobis dare). E così mi meraviglio che colui il quale ha vesti, denaro, provviste, non abbia ciò che dovrebbe dare ai poveri (et miror si is qui vestes habet, argentum habet, cellaria habet, quod pauperibus debeat dare non habeat). Digli quindi tu monaco che, con il grado che ha raggiunto di vescovo, cambi il cuore (dic ergo ut cum loco mutet mentem). Non creda che gli basti solo la lettura e la preghiera (non sibi credat solam lectionem et orationem sufficere), per starsene seduto per conto suo e non fruttificare minimamente di opere (ut remotus studeat sedere et de manu minime fructificare). Sia di mano larga (largam manum habeat), soccorra quelli che si trovano nel bisogno, reputi propria la povertà degli altri, perché se non ha queste doti, porta invano il nome di vescovo (si haec non habet, vacuum episcopi nomen tenet)...La tua amabilità gli dica tutto in segreto e lo ammonisca su come debba comportarsi, affinché non rovini, per la negligenza di ora, la vita di prima (ne, per praesentem neglegentiam, vitam, quod absit, priorem perdat)". (Lettere, VI, 33, Città Nuova Editrice, Roma 1996, pp. 339-340).

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