Parco Archeologico Religioso CELio

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".... energia rinnovabile UOMO"

lunedì 8 aprile 2013

"Il Signore ha scelto per noi come segno e modello di penitenza proprio quelli ricondotti alla vita, dopo il peccato, mediante la penitenza. Penso a Pietro, osservo il ladrone, vedo Zaccheo, guardo a Maria Maddalena, e non vedo in essi che esempi di speranza e di penitenza posti di fronte ai nostri occhi (video ante oculos nostros posita spei et poenitentiae exempla). Se qualcuno ha vacillato nella fede osservi Pietro, che dopo aver rinnegato per paura, pianse amaramente. Se un altro ha infierito contro il suo prossimo con malizia e crudeltà pensi al ladrone che, ormai a un passo dalla morte, arrivò al premio della vita mediante la penitenza. Chi travolto dalle bramosie dell'avarizia si è impadronito dei beni altrui guardi a Zaccheo, deciso a restituire quattro volte tanto a vantaggio di chi fosse stato derubato da lui. Chi arso dal fuoco della lussuria ha perduto la castità del corpo volga il suo sguardo alla Maddalena, che ha estinto in sé ogni amore carnale con le fiamme dell'amore divino (quae in se amorem carnis igne divini amoris excoxit). Ecco, Dio onnipotente offre sempre ai nostri occhi modelli da poter imitare ed esempi della sua misericordia (ubique exempla suae misericordiae opponit). Dunque rammarichiamoci dei mali compiuti (mala ergo jam displiceant, vel experta), perché il Signore dimentica volentieri che siamo stati colpevoli (libenter obliviscitur omnipotens Deus quod nocentes fuimus) ed è pronto a riportare alla condizione di innocenza chi è stato riscattato dalla penitenza. Contaminati dal peccato dopo le acque battesimali della salvezza, cerchiamo, ciononostante, di rinascere mediante le lacrime (renascamus ex lacrimis) e, seguiamo la parola del Pastore che dice: Come bambini appena nati bramate il latte puro, tornate come tenere creature al seno della vostra madre, che è l'eterna Sapienza; attingete alle fonti abbondanti della compassione di Dio (sugite larga ubera pietatis); piangete le colpe commesse; evitate quelle che potreste compiere ora. Il nostro Redentore consolerà con la gioia eterna le nostre lacrime momentanee (momentaneos fletus nostros aeterno consolabitur gaudio)" (Le Quaranta Omelie sui Vangeli, II, XXV, 10, Città Nuova Editrice, Roma 1994, pp. 325-327).

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