Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 7 aprile 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Nella richiesta di Gesù risorto che si esprime con le parole:<Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precederà in Galilea>, dobbiamo chiederci perché, ricordati i discepoli, Pietro è designato per nome; e questo è il motivo: se l'angelo non l'avesse espressamente nominato, avendo egli rinnegato il Maestro non avrebbe osato ricomparire tra i discepoli. E' chiamato per nome per essere aiutato a non cadere nella disperazione al ricordo di avere rinnegato il Signore (Vocatur ergo ex nomine, ne desperaret ex negatione). Dobbiamo anche chiederci per quale motivo Dio onnipotente abbia permesso che fosse preso dal panico di fronte a una serva e lo rinnegasse proprio l'apostolo da lui costituito capo di tutta la Chiesa. Occorre, in risposta, prendere atto che tutto è avvenuto per un disegno di straordinaria misericordia, perché colui che sarebbe stato pastore della Chiesa potesse imparare, dalla propria colpa, con quanta comprensione va trattato il prossimo (Quod nimirum magnae actum esse pietatis dispensatione cognoscimus: ut is qui futurus erat pastor Ecclesiae in sua culpa disceret qualiter aliis misereri debuisset). Lo pose di fronte a se stesso e poi lo costituì in potere sugli altri, perché potesse rendersi conto, dalla propria fragilità, che anche l'altrui debolezza va sopportata con misericordia (Prius itque ostendit sibi, et tunc praeposuit ceteris, ut ex sua infirmitate cognosceret, quam misericorditer aliena infirma toleraret)". (Le Quaranta Omelie sui Vangeli, II, XXI, 4, Città Nuova Editrice, Roma 1994, p. 271). 

Questo testo potrebbe essere letteralmente la fonte alla quale Papa Francesco attinge con particolare insistenza ciò di cui arricchisce il mondo intero con i discorsi di questi suoi primi giorni di pontificato!

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