Parco Archeologico Religioso CELio

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martedì 23 aprile 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Il buon terreno produce frutto dopo il travaglio (terra autem bona fructum per patientiam reddit), e questo indica che il bene compiuto non ha valore se non riusciamo a sopportare con pazienza le difficoltà...Avviene così anche per l'uva che, pigiata, si scioglie in buon vino; per l'oliva che, schiacciata con forza, si libera dalla feccia tramutandosi in pingue olio; per il grano che, separato dalla paglia mediante la trebbiatura sull'aia, giunge ben pulito al granaio...
Sotto il portico che viene attraversato da chi si reca alla chiesa di San Clemente in Roma, si metteva un uomo di nome Servolo...povero di beni ma ricco di meriti e distrutto da una lunga malattia, perché colpito da paralisi...Rimasto analfabeta, si era comprato i libri della Sacra Scrittura (nequaquam literas noverat, sed Scripturae sacrae sibimet codices emerat) e, accogliendo presso di sé delle persone pie, le pregava che gli facessero una lettura continua, stando vicino a lui (coram se legere sine intermissione faciebat). Avvenne così che acquistasse una piena conoscenza delle Scritture (plene sacram Scripturam disceret), certo nei limiti delle sue possibilità, perché, come ho detto, non aveva ricevuto alcuna istruzione...Quando s'accorse di essere prossimo alla fine, si mise ad invitare i visitatori della chiesa a cantare con lui i salmi  in preparazione della morte (cum eo psalmos pro exspectatione exitus sui decantarent). Un giorno, mentre salmodiava con loro, prossimo ormai al transito, d'improvviso li invitò a fare silenzio, esclamando con accenti di trepidazione: Tacete, non sentite quante lodi risuonano in cielo? (Tacete, numquid non auditis, quantae resonant laudes in coelo?) E mentre orientava l'ascolto del cuore a quelle melodie già gustate nell'intimo (cumque ad easdem laudes, quas intus audierat, aurem cordis intenderet), la sua anima santa fu sciolta dal corpo e, nel compiersi del transito, un senso di straordinaria fragranza si diffuse all'intorno così che tutti i presenti avvertirono una dolcezza paradisiaca (sed exeunte illa, tanta illic fragrantia odoris aspersa est, ut omnes illi qui aderant, inaestimabili suavitate replerentur) ...Così, come dice la parola divina, il buon terreno aveva dato il suo frutto grazie alla pazienza (ergo bona terra fructum per patientiam reddidit). Infatti Servolo, avendo arato col vomere della tribolazione, ottenne il premio di un buon raccolto". (Le Quaranta Omelie sui Vangeli, I, XV, 4-5, Città Nuova Editrice, Roma 1994, pp. 187-189).

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