Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 26 agosto 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Come dobbiamo con tutto noi stessi rifuggire dalle cure pastorali (toto desiderio debemus occupationem fugere), così, se non c'è chi predichi, dobbiamo sottoporre volentieri le spalle al peso delle stesse (si desit qui praedicet, occupationis onus libenti necesse est humero subire)...
Lo apprendiamo dalla condotta di due profeti: Geremia e Isaia...esteriormente dai due uscì una reazione diversa, ma essa emanò da una non diversa fonte di amore (sed non a diverso fonte dilectionis emanavit). Due appunto sono i precetti della carità: l'amore di Dio e quello del prossimo. Isaia quindi, cercando di giovare al prossimo con la vita attiva, desidera l'ufficio della predicazione; Geremia, invece, volendo con quella contemplativa aderire assiduamente all'amore del Creatore, replica per non essere mandato a predicare (Per activam igitur vitam prodesse cupiens Esaias officium praedicationis appetit; per contemplativam Hieremias vero amori conditoris sedule inhaerere desiderans, ne mitti ad praedicandum debeat contradicit). Ciò che lodevolmente uno ha desiderato, lodevolmente l'altro lo ha paventato: questi, per non perdere - parlando - il vantaggio di una silenziosa contemplazione; quegli, per non subire - tacendo - la perdita di una attività appassionata (Quod ergo laudabiliter unus appetiit, hoc laudabiliter alter expavit: iste, ne tacitae contemplationis lucra loquendo perderet, ille, ne damna studiosi operis tacendo sentiret). Però bisogna notare attentamente questo in ambedue: che colui che rifiutò non fece del tutto resistenza; e colui che volle essere inviato vide prima sé stesso purificato dal carbone ardente dell'altare, perché nessuno osi - non purificato - accedere ai sacri ministeri, o colui che la grazia divina sceglie non si opponga con orgoglio sotto l'apparenza di umiltà".

 (Lettere, VII, 5. Città Nuova Editrice, Roma 1996, p.11).

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