Parco Archeologico Religioso CELio

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martedì 3 settembre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Ci si commuova per il timore o, ormai, per l'amore. Due sono effettivamente le specie di compunzione (Duo quippe sunt compunctionis genera). Una, che teme le pene eterne; l'altra, che anela ai premi del cielo. Infatti l'anima che ha sete di Dio, prima si affligge per il timore, poi per l'amore (Deum sitiens anima prius timore compungitur, post amore). Prima infatti si scioglie in lacrime perché, mentre riflette sui suoi peccati, teme di subire per essi i supplizi eterni; ma poi, quando il timore sarà stato dissipato da lunga afflizione, nasce già una certa sicurezza per la previsione del perdono, e l'animo è infiammato nell'amore per i gaudi del cielo (cum longa maeroris anxietudine fuerit formido consumpta, quaedam iam de praesuntione veniae securitas nascitur et in amore caelestium gaudiorum animus inflammatur). E colui che prima piangeva affinché non fosse condotto all'estremo supplizio, in seguito comincia a piangere molto amaramente perché è ancora lontano dal Regno. L'animo infatti contempla i cori degli angeli, la stessa comunione degli spiriti beati, la visione dell'intimo splendore di Dio, e piange abbondantemente la distanza dai beni eterni più di quanto piangeva prima, quando temeva gli eterni supplizi (et amplius plangit quae a bonis perennibus deest, quam flebat prius, cum mala aeterna metuebat). E così avviene che la perfetta compunzione del timore induca l'animo alla compunzione dell'amore (sicque fit ut perfecta compunctio formidinis trahat animum compunctioni dilectionis)...Bisogna chiedere al nostro Creatore la grazia delle lacrime. Vi sono infatti alcuni che già ricevono il dono di parlare liberamente di giustizia, di difendere gli oppressi, di elargire i propri beni ai poveri, di avere l'ardore della fede, ma non posseggono ancora il dono delle lacrime. Questi sono in possesso di una terra arida, ma mancano di quella ben irrigata, poiché posti nelle opere buone in cui sono grandi e ferventi, hanno bisogno di piangere ogni giorno  i propri peccati, che sono inevitabili nella vita presente, o per il timore del supplizio o per l'amore per il regno celeste (quia in bonis operibus positi, in quibus magni atque ferventes sunt, oportet valde ut aut timore supplicii aut amore regni coelestis peccata, sine quibus vivere non possunt, cotidie plorent). Ma poiché due, come ho detto, sono le specie di compunzione... l'anima sappia che riceve da Dio la fonte irrigua che scaturisce da più in alto quando si affligge fino alle lacrime per il desiderio del regno celeste; riceve invece la fonte che scaturisce più in basso quando teme fino alle lacrime i supplizi dell'inferno. In realtà prima è data la fonte che scaturisce più in basso, poi la fonte che scaturisce più in alto, ma siccome la compunzione d'amore prevale per la sua grande importanza, è stato necessario che fosse nominata prima la fonte più in alto e dopo la fonte più in basso (quia compunctio amoris magna dignitate praeeminet, necesse fuit ut prius irriguum superius et post irriguum inferius diceretur)".
 
(Lettere, VII, 23. Città Nuova Editrice, Roma 1996, pp. 455-457).
 
 
Oggi, 3 settembre, festa di San Gregorio papa, invio questo post che mi sembra rappresentare uno degli insegnamenti spirituali più profondi di questo grande papa medievale e modernissimo. Il testo ha bisogno di una maggiore attenzione, ma chi avrà la pazienza di leggerlo più di una volta proverà anche lui l'emozione che ho provato io a trascriverlo proprio oggi.

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