Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 4 settembre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Paolo apostolo disse una volta  che la sua venuta nella comunità di Tessalonica sarebbe stata vana se non avesse sopportato  tanti oltraggi. Tu invece vorresti insegnare il bene senza sopportare il male! No, ci si irrobustisce ancora di più proprio nelle avversità. E, infatti, proprio esse fanno crescere in noi il desiderio di amare Dio e zelo e franchezza per dire le parole giuste in ogni situazione  (necesse est ut se inter adversa strictius accingat, ut desiderium ad amorem Dei atque studium bonae admonitionis ipsa plus adversitas augeat). Così i semi delle messi, coperti dal gelo, producono con maggiore abbondanza (semina messium gelu cooperta fertilius germinant) e così, si soffia sul fuoco perché arda (ignis flatu premitur, ut crescat). Capisco bene che per tanti discorsi stupidi di lingue malevoli tu possa essere aggredito da una grande tempesta fino ad essere sommerso dai flutti del contraddittorio. Ma ti ritorni in mente ciò che dice il Signore per mezzo del salmista: Ti ho esaudito quando eri nel fondo della tempesta; ti ho provato con le acque dell'insulto(Sal 80, 8). Quando compirai opere degne di Dio tra coloro che ti insultano, sappi che proprio allora dimostrerai di essere autentico operatore di bene (Si enim inter contradicentes ea quae Dei sunt egeris, tunc verus operator probaris)".

(Lettere, VII, 27. Città Nuova Editrice, Roma 1996, p.469).

Gregorio veniva considerato un sempliciotto, un ingenuo, e perciò veniva sbeffeggiato dall'Imperatore Maurizio di Costantinopoli, perché esortava al dialogo con i Longobardi che avevano invaso l'Italia, escludendo la guerra. Gregorio si fidava di Dio più che delle armi, ma  non la pensavano così i Grandi del suo tempo! 

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