Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 9 ottobre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

GREGORIO A SERENO VESCOVO DI MARSIGLIA

"Ho saputo che la tua fraternità, avendo notato che alcuni fedeli erano divenuti adoratori di immagini, ha fatto rompere e buttar via dalle chiese queste immagini. Lodo il tuo zelo teso a non permettere che venga adorato alcun oggetto manufatto, ma non sono d'accordo sulla distruzione delle immagini. La pittura infatti viene utilizzata nelle chiese perché gli analfabeti possano leggere, almeno sulle pareti, ciò che non sono capaci di decifrare sui codici (Idcirco enim pictura in ecclesiis adhibetur, ut qui litteras nesciunt saltem in parietibus videndo legant, quae legere in codicibus non valent). La tua fraternità avrebbe dovuto quindi salvaguardare le pitture in modo da permettere agli analfabeti di conoscere la storia sacra e alla gente di non finire nell'idolatria (quatenus et litterarum nescii haberent, unde scientiam historiae colligerent, et populus in picturae adoratione minime peccaret)". 

(Lettere, IX, 209. Città Nuova Editrice, Roma 1998, p. 439).

Sembra un testo ormai superato da secoli, ma l'incapacità di molti, oggi, a dedicarsi alla lettura sembra produrre una situazione assai simile a quella degli analfabeti di cui si faceva carico Gregorio. La paura di finire nell'idolatria non dovrebbe renderci ciechi, infatti, di fronte al potere fortissimo delle immagini, per molti unica strada utile per essere raggiunti da un messaggio.

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