Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 21 novembre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Quelli che, con un qualche pretesto, impediscono ad altri la consueta osservanza del proprio culto, badano più ai propri interessi che a quelli di Dio (Qui alios sub velamine a consueta ritus sui volunt cultura suspendere, suas illi magis quam Dei probantur causas attendere). I Giudei di Napoli si sono lamentati con noi a proposito di chi impedisce loro di solennizzare alcuni giorni festivi (quidam eos a quibusdam feriarum suarum sollemnibus irrationabiliter nitantur arcere), vietando di celebrare con solennità le loro feste, come fino ad ora è stato lecito ad essi e ai loro padri di fare da lungo tempo (sicut eis nunc usque et parentibus eorum longis retro temporibus licuit observare vel colere). Chi si comporta così si affatica invano. Infatti... l'interruzione di un uso antico non giova per nulla né alla loro fede né alla loro conversione (si contra longum usum fuerint vetiti, ad fidem illis et coversionem nihil proficit)... Agite invece in modo che, sollecitati piuttosto dalla ragione e dalla mansuetudine, essi vi seguano invece di fuggirvi (agendun est ergo ut ratione potius et mansuetudine provocati sequi vos velint, non fugere). Infatti mostrando loro che quello che diciamo proviene dalle loro stesse Scritture, è più facile poterli condurre, con l'aiuto di Dio, al seno della madre Chiesa (ut eis ex eorum codicibus ostendentes quae dicimus ad sinum matris ecclesiae Deo possimus adiuvante convertere). La fraternità tua quindi...non permetta più che i Giudei siano disturbati nelle loro solennità, ma procuri piuttosto che abbiano libera facoltà di osservare e celebrare tutte le festività e i giorni feriali propri, come finora tanto essi quanto i loro padri hanno conservato e solennizzato per lungo tempo (Itaque  fraternitas tua...de suis illos sollemnibus inquietari denuo non permittat, sed...liberam habeant observandi celebrandique licentiam)".  

(Lettere XIII, 13. Città Nuova Editrice, Roma 1999, p. 239).

Una simile sensibilità nei confronti dei diritti dei Giudei era più unica che rara ai tempi di Gregorio Magno. E purtroppo sarebbe restata tale anche per molti secoli in futuro.

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