Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 23 dicembre 2013

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"In Mosé la vita attiva viene chiamata servizio, mentre quella contemplativa libertà (apud Moysen activa vita servitus, contemplativa libertas vocatur). E benché l'una e l'altra vita siano un dono della grazia, tuttavia, finché viviamo in mezzo al prossimo, una è necessaria e l'altra facoltativa (et cum utraeque vitae ex dono sint gratiae, quamdiu tamen inter proximos vivimus, una nobis in necessitate est, altera in voluntate). Chi infatti conoscendo Dio può entrare nel suo regno se prima non ha operato il bene? Perciò, senza la vita contemplativa possono accedere alla patria celeste coloro che non trascurano le opere buone che possono compiere (sine contemplativa ergo vita intrare possunt ad caelestem patriam, qui bona quae possunt operari, non negligunt); i contemplativi invece non possono accedervi senza la vita attiva, cioè se trascurano le opere buone che possono compiere (sine activa autem intrare non possunt, si negligunt operari quae possunt). La vita attiva, dunque, è necessaria, quella contemplativa è facoltativa (Illa ergo in necessitate haec in voluntate est). Quella si vive in stato di servizio, questa in stato di libertà. (Illa in servitute, ista in libertate)".

(Omelie su Ezechiele I, III, 10. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p. 143).


Dunque la vita contemplativa è <maior>, ma non dà accesso alla patria celeste se prima non viene preceduta dalla vita attiva che, pur essendo <minor>, ha le chiavi atte ad aprire il regno dei cieli! Per poter accedere alla <libertas> bisogna passare dalla <servitus>! Grande il nostro Gregorio! N.B. Ho tradotto <servitus> con <servizio>, ma il vocabolo potrebbe essere tradotto anche in modo più duro con <servitù>!

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