Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 20 gennaio 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Gli oracoli divini crescono insieme con chi li legge (divina eloquia cum legente crescunt); infatti uno li comprende tanto più profondamente quanto più profondamente aderisce ad essi.(nam tanto illa quisque altius intellegit, quanto in eis altius intendit). Per cui se gli esseri viventi non si alzano da terra, nemmeno le ruote si alzano (Unde nec elevantur rotae, si non elevantur animalia), perché se l'animo dei lettori non progredisce verso l'alto, le parole divine, non comprese, rimangono come rasoterra (quia nisi legentium mentes in alta profecerint, divina dicta, velut in imis, non intellecta iacent)" 

(Omelie su Ezechiele, I, VII, 8. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p. 215).


E' un principio ermeneutico al quale Gregorio è molto affezionato. Ma già Agostino aveva sintetizzato una secolare tradizione ermeneutica ebraico-cristiana e greca (si pensi alla syngeneia di Platone) nel famosissimo assioma: <crede un intellegas>. Il testo di Gregorio sembra  però insinuare una autentica crescita vivificante della verità contenuta nel testo grazie ad una sorta di azione creativa riconosciuta a chi fa suo il più intensamente possibile il testo stesso.

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