Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 6 febbraio 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Quando la mente dei santi considera con intensa contemplazione la potenza del loro Creatore, al loro animo appaiono poca cosa le virtù che possiedono (Sanctorum mentes cum Creatoris sui potentiam intenta contemplatione considerant, vilescunt eorum animo virtutes quas habent), e tanto più diventano umili ai loro occhi quanto più è alto per essi ciò che risuona al di sopra degli angeli. Forse sono dottori, ma quando cominciano a meditare nel silenzio dello spirito l'ineffabile sapienza di Dio, che insegna alle menti umane senza strepito di parole (cum coeperint tacita mente cogitare quae sit ineffabilis Dei sapientia, quae mentes hominum sine strepitu verborum docet)...il loro insegnamento sembra girare a vuoto  e la loro dottrina si riduce a ben poca cosa (vox docentium vacue laborat, sua eius doctrina protinus vilescit)...Forse sono profeti, ma quando in silenzio considerano che con l'occhio della loro profezia non possono penetrare insieme tutti i misteri della divinità (prophetiae suae oculo simul omnia Divinitatis mysteria penetrare non possunt)...si accorgono che è davvero ben poco ciò che essi vedono in quella immensità di segreti (in illa immensitate secretorum vident quia parum est omne quod vident) e, in base alla stessa immensa altezza della luce, considerano quanto sia limitato ciò che guardando intensamente hanno visto come attraverso delle fessure (atque ex ipsa immensa altitudine luminis considerant quam minus sit illud quod intento oculo quasi per rimas viderunt)".

(Omelie su Ezechiele, I, VIII, 17. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.249).

Bellissimo! Videnti Creatorem angusta est omnis creatura, spiegherà Gregorio a proposito della famosa visione del mondo riassunto in un globo di luce avuta da Benedetto da Norcia. 


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