Parco Archeologico Religioso CELio

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sabato 29 marzo 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Ci sono alcuni vizi affini tra loro per una certa parentela (Sunt quaedam vitia quasi per quamdam sibi cognationem propinqua), come la dissipazione dello spirito, la golosità e l'impurità della lussuria, come il molto parlare, la falsità e lo spergiuro. Dalla dissipazione dello spirito l'anima è portata a riempirsi il ventre, e quando il ventre è gonfio per il cibo, la carne prigioniera, levandosi in superbia, è trascinata dalla lussuria. E così dal molto parlare vien fuori il falso (Ex multiloquio fallacia generatur) essendo molto difficile che non mentisca chi parla molto; e spesso, per difendersi di fronte ai giudizi umani, si copre la bugia con lo psergiuro (et saepe mendacium etiam periurio tegitur). Anche la superbia non può stare senza l'invidia e la vanagloria. Ogni superbo infatti invidia agli altri l'onore che egli ambisce (Superbus quisque honorem quem ipse ambit aliis invidet); e quando riesce ad ottenerlo, monta in superbia per la gloria temporale, e per vanagloria gode di avere a preferenza degli altri ciò che gli altri non sono riusciti a conseguire (quod alios conspicit minime percipere potuisse, hoc se per inanem gloriam gaudet prae ceteris habere)". 

Omelie su Ezechiele, I, XII, 27. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p. 385).

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