Parco Archeologico Religioso CELio

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martedì 8 aprile 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

A proposito del libro di Giobbe "E' del tutto inutile cercare chi ha scritto queste cose, quando si sa per fede che autore del libro è lo Spirito Santo (quis haec scripserit, valde supervacue quaeritur, cum tamen auctor libri Spiritus Sanctus fideliter credatur). L'autore è lui, che ha dettato ciò che bisognava scrivere. L'autore è lui che fu l'ispiratore, e che, tramite lo scrittore, ci ha trasmesso gli esempi da imitare. Sarebbe ridicolo se, avendo ricevuto una lettera da un uomo famoso, leggessimo le parole che ci ha scritto, ma cercassimo di sapere con quale penna ha scritto la lettera...Ora, qui, noi conosciamo l'opera e siamo convinti che l'autore di quest'opera è lo Spirito Santo; cercare di sapere chi l'ha scritta è come leggere una lettera, informandoci della penna (cum ergo rem cognoscimus, eiusque rei Spiritum Sanctum auctorem tenemus, quia scriptorem quaerimus, quid aliud agimus, nisi legentes litteras, de calamo percontamur?)"  

Commento Morale a Giobbe /1, Prefazione, 2. Città Nuova Editrice, Roma 1992, p.93.

La distinzione che stabilisce Gregorio, tra l'Autore che ha dettato il testo e la penna con cui è stato scritto, non è sufficientemente rispettosa del fatto che lo <scriptor> umano  non è una cosa, ma una persona vera e libera che accoglie con fede l'ispirazione divina restando pienamente umana. Con tutto ciò, ovviamente, che tutto questo comporta! I Santi Padri Cappadoci erano stati più precisi di lui quando avevano stabilito una analogia tra il mistero del Verbo Incarnato e il mistero della Parola di Dio contenuta nella Scrittura.

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