Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 12 giugno 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"L'antico nemico (Antiquus hostis) è solito tentare il genere umano in due modi: o spezza con le tribolazioni il cuore di quanti rimangono saldi, o rammollisce il loro cuore con l'arte delle insinuazioni. In ambedue i modi si diede molto da fare con il beato Giobbe...Provò invidia dell'uomo che, da lui reso nudo, era diventato più ricco secondo l'esplicita lode del Creatore (quem exterius nudum reddidit, hunc interius ditiorem fieri per exhibitam laudem conditoris invidit). Riflettendo con astuzia, si rende conto che l'atleta di Dio, nel momento stesso in cui viene oppresso, si solleva contro di lui; allora sconfitto, per tentarlo, ricorre ad armi più sottili. Ripete le insidie della sua arte antica: sapendo come è solito cadere Adamo, ricorre ad Eva (antiquae artis insidias repetit; et quia scit quomodo Adam decipi soleat, ad Evam recurrit)...infatti vicino all'uomo e a lui congiunta c'è la donna (vicina est autem viro mulier atque subiuncta). Si impadronisce del cuore della donna e se ne serve come scala per salire fino al cuore dell'uomo. Si impadronisce della moglie come scala per arrivare al marito. Ma nulla ottenne con quest'arte (sed nil hac arte praevaluit)...E così l'antico nemico che sconfisse Adamo nel paradiso, da Adamo fu sconfitto sul letamaio; e mentre spingeva la donna, sua aiutante, a parole di perversa insinuazione, la indirizzò alla scuola del santo insegnamento; e colei che era stata spinta a perdere, fu ammaestrata a non perdersi (et quae excitata fuerat ut perderet erudita est ne periret)". 

Commento morale a Giobbe, I, III, 12. Città Nuova editrice, Roma 1992, pp.251-253.

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