Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 2 giugno 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Grazie alla notizia procurata dal discernimento, l'animo afflitto conserva le forze, che stava cominciando a perdere, sentendo dispiacere (dum, discretione nuntiante, dolens animus vires quas quasi amittere coeperat, paenitendo conservat). E' dunque una meravigliosa disposizione divina a nostro riguardo che, qualche volta, ci si senta in colpa (Mira  autem nobiscum dispensatione agitur ut mens nostra culpae nonnunquam pulsatione feriatur). L'uomo infatti farebbe troppo affidamento sulle sue forze se non sperimentasse mai il limite... Scosso invece dall'urto della tentazione e affaticato quasi al di là del possibile, egli scopre l'umiltà e, dalla paura di cadere, trae la forza di stare in piedi coraggiosamente (et unde se pertimescit enerviter cadere, inde accipit fortiter stare). Tentato non soltanto impara da chi riceve le forze, ma si rende anche conto con quale vigilanza si conservano. Spesso infatti colui che la lotta della tentazione non ha potuto vincere, lo ha miseramente abbattuto la sua sicurezza... Ma se, per disposizione divina, la tentazione non sopraggiunge violenta e improvvisa, bussando invece con moderazione e per gradi, allora l'anima si sveglia per parare i colpi e, con prudenza, si arma per lottare (at si eum ex dispensatione supernae pietatis temptatio non repente vehementer irruens, sed temperato accessu erudiens pulsat, nimirum ad insidias providendas evigilat)".  

Commento morale a Giobbe, I, II, 79. Città Nuova editrice, Roma 1992, pp.231-233.

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