Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 7 agosto 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Chi considera il testo della Sacra Scrittura e ne ignora il senso, più che progredire nella conoscenza di essa aumenta in sé l'ambiguità e la confusione, perché qualche volta le parole intese in senso letterale si contraddicono, ma, mentre dissentono da se stesse per la contraddizione, rinviano il lettore alla comprensione della verità...E' come quando incontri uno sconosciuto: ne vedi la faccia, ma ne ignori il cuore; se però hai modo  d'incontrarlo a tu per tu e conversare familiarmente con lui, attraverso il colloquio personale riuscirai a conoscere anche il suo pensiero. Così è della Parola di Dio. Se ti fermi al racconto, non vedi altro che la faccia. Se invece la frequenti assiduamente, riuscirai a penetrare anche il pensiero, come attraverso un colloquio familiare. Quando infatti nella Sacra Scrittura colleghiamo una cosa con l'altra, possiamo facilmente renderci conto che altro è il senso e altro è il suono delle parole. Ma tanto più uno si rende estraneo alla conoscenza del testo, quanto più rimane legato unicamente alla sua superficie".
 
Commento morale a Giobbe, I, IV, 1. Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, p.303.

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