Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 22 ottobre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"La gente cattiva  quando vede che il prossimo compie determinate cose buone è enormemente tormentata dal pungiglione della gelosia (Iniquorum quippe hominum mentes cum quedam a proximis bene gesta cospiciunt, in estenso livoris sui equuleo torquentur) e soffre il peso della propria malvagità rodendosi il fegato nel constatare il bene degli altri. Giustamente perciò si dice che brancolano nel buio di giorno. Infatti la loro anima si affligge del bene altrui e si oscura per loro il raggio della luce (mens eorum, cum de aliena melioratione affligitur, de radio lucis obscuratur). Spesso poi, notando nel prossimo una bontà evidente investigano per scoprire un qualche male nascosto, affaticandosi in minuziose ricerche per trovare a tutti i costi qualche motivo di accusa. Constatano che le membra sono sane, e tuttavia palpano il corpo con gli occhi chiusi del cuore in cerca di una qualche ferita (Sana quidem membra conspiciunt, sed clausis  cordis oculis vulnus palpantes quaerunt)...L'unico intento che hanno è quello di arrivare a qualcosa che possa servire da accusa o un appiglio per denigrare, e siccome non riescono, nonostante tutto a trovarlo, si aggirano qua là come ciechi fuori della loro casa (sed quia hoc invenire non valent, caeci exterius circumeunt)".

Commento morale a Giobbe, II, VI, 38, Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, p.511.

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