Parco Archeologico Religioso CELio

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venerdì 3 ottobre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"I reprobi perdono del tutto la sapienza, senza però evitare i lacci della morte. Destinati a morire, avrebbero potuto con la morte raggiungere la vita, invece, temendo la morte che pure è inevitabile (quia quandoque morituri vivere moriendo potuerunt), perdono insieme e la vita e la sapienza (et vitam simul et sapientiam perdunt).  I giusti al contrario muoiono nella sapienza, perché, non potendo assolutamente evitare la morte, quando effettivamente essa arriva, non si curano di ritardarla (at contra iusti in sapientia moriuntur quia mortem quam devitare funditus nequeunt, cum pro veritate imminet, differre contemnunt); sopportandola con animo sereno, trasformano la pena ereditaria in strumento di virtù (poenam propaginis vertunt instrumento virtutis), così da ricevere la vita proprio quando sono costretti a finirla in conseguenza della prima colpa".

Commento morale a Giobbe, I, V, 75. Città Nuova Editrice/1. Roma 1992, p. 463.

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