Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 13 ottobre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Rispettando la verità storica, mi sono proposto di esaminare in senso mistico le parole del beato Giobbe e dei suoi amici (Servata historiae veritate beati Iob dicta amicorumque illius mystica proposui interpretatione discutere). Per quanti sono ben informati, è chiaro che la Sacra Scrittura si preoccupa in tutti i suoi riferimenti di promettere il Redentore del mondo e si è applicata a indicarlo profeticamente attraverso tutti i suoi eletti, cioè i suoi membri. Perciò lo stesso beato Giobbe è chiamato in latino (dolens) per raffigurare e col nome e con le ferite la passione del nostro Redentore, di cui il Profeta dice: Davvero egli si è caricato delle nostre sofferenze e si è addossato i nostri dolori (Is 53,4)...  E così mi sono proposto di riprendere brevemente queste cose...sotto il profilo mistico affinché il mio lettore si ricordi, per questa ripetizione, che in quest'opera mi sono applicato all'intelligenza spirituale (breviter studui ex mystica designatione succingere, ut lector meus ex ipsa hac replicatione meminerit me in hoc opere spirituali intellectui deservire)".

Commento morale a Giobbe, II, VI, 1. Città Nuova Editrice/1. Roma 1992, p. 475. 

E' importante non dimenticare mai questo principio ermeneutico generale che caratterizza l'intero Commento morale a Giobbe del nostro Gregorio Magno!


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