Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 18 dicembre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"L'amarezza dell'anima possiede nel cuore dei giusti il suo linguaggio, che parla tanto più efficacemente quanto più viene ascoltato interiormente (habet in corde iustorum amaritudo animae linguam suam quae tanto eis subtilius loquitur, quanto et interius auditur), per cui Giobbe non dice: Parlerò dell'amarezza della mia anima, ma Converserò con l'amarezza della mia anima (Gb 7,11), perché la forza del dolore, che tiene conto dei singoli peccati, scuote l'animo intorpidito provocando il pianto (vis doloris peccata singula reputans, torpentem animum ad lamenta excitat) e lo dispone quasi a parole di conversazione nelle quali possa ritrovare se stesso emendato (in quibus semetipsum correctus inveniat) e decidere di vigilare con più cura alla custodia di se stesso...Infatti l'anima affranta dal dolore del dispiacere si concentra in se stessa (mens paenitentiae doloribus pressa in semetipsa constringitur) e si separa con risolutezza da tutti i delitti della carne, aspirando a raggiungere il sommo bene".

Commento morale a Giobbe, II, VIII, 38, Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, p. 647.

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