Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 7 dicembre 2014

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Considerando quanto sia grave la colpa della falsità qualcuno può decidere di trincerarsi nella cittadella della verità, così che dalla sua bocca non esca mai più una parola falsa, e di liberarsi totalmente dalla colpa della bugia. Ma si dà il caso che uno, dicendo la verità, rechi danno al prossimo (fit plerumque ut cum verum dicitur, vita proximi gravetur); e temendo di far male ad un altro, come per un impegno di bontà, ricada in quel difetto della bugia che prima lo opprimeva; e così succede che, pur senza malizia, l'ombra della menzogna oscuri nell'anima il raggio della verità (sique fit ut etsi malitia mentem non teneat, in ea tamen veritatis redium umbra mendacii obscuret). Accade spesso che uno, interrogato, non possa tacere ma, se dice il falso, va contro la propria coscienza, e, se dice la verità, reca danno al prossimo (unde et saepe, quia percontatus quique conticescere non valet, aut falsum dicens suam mentem trucidat, aut vera loquens proximi vitam gravat).  E' proprio una tentazione la vita dell'uomo sulla terra!".

Commento morale a Giobbe, II, VIII, 9, Città Nuova Editrice/1, Roma 1992, pp.615-617.

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