Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 12 aprile 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"L'ipocrita non è mai libero da pensieri malvagi (mens hypocritae numquam vacat a malitiae cogitatione); infatti, sia che brami i beni terreni sia che cerchi la lode, invidia agli altri quello che sospira di avere per sé (haec aliis invidet quae sibi tribui anhelat); e fa di tutto per far apparire perversi gli altri, proprio perché vuol comparire lui più santo di tutti; diventando gli altri spregevoli, lui appare sempre più degno di rispetto. E così che, in ordine alla reputazione del prossimo, egli previene il giudizio degli uomini tendendo in anticipo i lacci della sua lingua per essere il solo a conquistare la stima di coloro ai quali cerca di piacere (Unde fit ut de opinione proximi ante humana iudicia, linguae suae laqueos praetendat ut eorum quibus placere appetit solus aestimationem capiat). Egli concepisce dolore, partorisce inquità, e nel suo seno prepatra insidie (Gb 15,35). Concepisce dolore, quando medita le sue perversità; partorisce iniquità quando si mette a compiere ciò che ha pensato. Invidiando concepisce dolore, calunniando partorisce iniquità (Invidendo dolorem concipit, derogando iniquitatem parit). E' una grave iniquità che un perverso lavori a far comparire perversi gli altri per poter apparire santo lui, dimostrando che gli altri non lo sono".

Commento morale a Giobbe, III, XII, 63. 74. Città Nuova Editrice/2, Roma 1994, p.307.

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