Parco Archeologico Religioso CELio

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domenica 26 aprile 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Il mio occhio si è offuscato per l'indignazione e le mie membra sono come annientate (Gb 17,7). L'occhio si offusca per indignazione quando quegli stessi che nel Corpo del Signore, cioè nella Chiesa, possiedono la luce della verità, vedendosi a lungo disprezzati ed emarginati rimangono stupiti e turbati di fronte al giudizio occulto, impotenti a penetrare il segreto di Dio, che permette ai malvagi di prevalere contro l'innocenza dei buoni (de occulti iudicii admiratione turbantur, et secretum Dei penetrare nequeunt cur praevalere perversi contra bonorum innocentiam permittuntur)...Ma quando l'indignazione offusca lo sguardo dei giusti, i deboli per lo più crollano fino a perdere la fede (cum iusti ad indignationem caligant, infirmi plerumque usque ad infidelitatem corruunt). Per cui segue: E le mie membra sono annientate (ivi). Le membra evocano la fragilità dei deboli, i quali, osservando che i malvagi fioriscono e i giusti sono tormentati, finiscono per pentirsi anche d'aver cominciato a compiere il bene, e subito tornano a compiere il male, come se il bene che hanno iniziato fosse nocivo alla loro vita (ad hoc nonnumquam perveniunt ut se bona vel incohasse paeniteant, atque ita ad agenda mala citius recedunt, ac si eorum vitae nocuerit bonum quod incohaverunt)".

Commento morale a Giobbe, III, XIII, 41. Città Nuova Editrice/2. Roma 1994, pp. 341-343.

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