Parco Archeologico Religioso CELio

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venerdì 11 settembre 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Coloro che lo conoscono (Dio) ignorano i suoi giorni" (Gb 24,1). Sebbene conosciamo Dio per mezzo della fede, tuttavia ciò che realmente è la sua eternità, senza passato prima dei secoli, senza futuro dopo i secoli, senza lunga durata, senza continua attesa, non lo vediamo (Etsi iam Deum per fidem novimus, qualiter tamen sit eius aeternitas...non videmus). E così il beato Giobbe, che raffigura la santa Chiesa, conservando il senso della misura sotto il freno potente della scienza, per non voler sapere più del dovuto (sub magno se scientiae freno moderatur, ne plus sapiat quam oportet sapere) e dichiarando che non si possono abbracciare né comprendere i giorni di Dio, subito rivolge lo sguardo della mente alla superbia degli eretici, che aspirano ad una sapienza superiore e si vantano di capire cose che non possono assolutamente conoscere (et quod capere utcumque non possunt perfecte se scire gloriantur)".

Commento morale a Giobbe, III, XVI, 55. Città Nuova Editrice/2 Roma 1994, p. 551.

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