Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 18 novembre 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"E magiavano l'erba e le cortecce degli alberi" (Gb 30,4). L'erba simboleggia le parole più semplici, le cortecce degli alberi le espressioni esteriori dei padri. Essi dunque (gli eretici) desiderano sapere non ciò che li rende veramente dotti, ma ciò che li fa apparire tali. Nei sacri volumi, infatti, non cercano il midollo, cioè la forza della carità verso Dio e verso il prossimo (in sacris voluminibus vim caritatis erga Deum ac proximum medullitus non exquirunt), ma si pascono dell'erba e della corteccia perché le cose che nutrono gli spiriti dei superbi sono basse ed esteriori . Sì, mangiano erba, quando nella Sacra Scrittura osservano i precetti di minor conto e trascurano i più importanti...Così coloro che nei sacri volumi si fermano alla superficie della lettera trascurando il senso spirituale, rosicchiano la corteccia dell'albero, non sospettando neppure che nelle parole di Dio ci sia qualcosa di più di ciò che esteriormente ascoltano (in sacris voluminibus solam litterae superficiem venerantur, nec quicquam de spiritali intellectu custodiunt, cum nihil in verbis Dei amplius nisi hoc quod exterius audierint suspicantur)".

Commento morale a Giobbe, IV, XX, 20. Città Nuova editrice/3, Roma 1997, p. 109.

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