Parco Archeologico Religioso CELio

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giovedì 26 novembre 2015

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"E ha imposto un freno alla mia bocca (Gb 30,11). Se evitiamo il rimprovero del beffardo per non farci odiare, allora non cerchiamo più il vantaggio di Dio ma il nostro (Si ab increpatione idcirco reticemus, quia contra nos insurgere derisoris odia formidamus, non iam lucra Dei, sed nostra quaerimus).A questo proposito si tenga presente che talora i malvagi, se vengono rimproverati, diventano peggiori. Se noi evitiamo di rimproverarli per loro amore, cerchiamo il loro bene e non il nostro. Perciò talora è necessario che, tacendo, sopportiamo ciò che essi sono, affinché dalla nostra vita imparino ad essere ciò che non sono (in nobis discant vivendo quod non sunt). Così la santa Chiesa, che parla sempre mossa dalla carità, talvolta in nome della carità resta in silenzio, e può dire: Ha imposto un freno alla mia bocca. Come a dichiarare apertamente: Poiché in certuni non ho visto il risultato della predicazione, ne ho contenuto lo slancio nei loro riguardi, affinché imparino da me almeno l'esempio della pazienza, dal momento che non vogliono accettare le mie parole attraverso la predicazione. Ma quello che spesso ci addolora di più nelle tribolazioni è il fatto che ci provengono da coloro il cui amore fraterno ci ispirava fiducia (Plus nobis hoc plerumque in tribulationibus dolet, quod eas ab illis patimur, in quibus germano amore fidebamus)".

Commento morale a Giobbe, IV, XX,47. Città Nuova Editrice/3, Roma 1997, pp.135-137.

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