Parco Archeologico Religioso CELio

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mercoledì 30 marzo 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Lo sforzo dell'animo proteso verso la verità viene respinto dal fulgore immenso che lo avvolge (immensitatis eius coruscante circumstantia reverberatur)...e in realtà la nostra mente non si dilata in modo tale da contenere questo fulgore illimitato, perché è condizionata dal proprio limite (et idcirco mens nostra nequaquam se ad comprehendendam in circumscriptam circunstantiam dilatat, quia eam inopia suae circumscriptionis angustat). Per cui facilmente ricade su se stessa e, dopo avere scorto certe vestigia della verità (et prospectis quasi quibusdam veritatis vestigiis), è richiamata alla sua condizione infima rispetto ad essa. Tutta questa visione incerta e instabile raggiunta mediante la contemplazione, ma che è solo una certa imitazione della visione, è chiamata volto di Dio (quasi quaedam visionis imitatio Dei facies dicitur). Siccome poi noi conosciamo chiunque attraverso il suo volto, chiamiamo, non senza qualche motivo, volto di Lui ciò che si riferisce alla conoscenza di Dio (Quia enim per faciem quemlibet cognoscimus, non immerito cognitionem Dei, faciem eius vocamus)".

Commento morale a Giobbe, V, XXIV, 12, Città Nuova Editrice/3, Roma 1997, p.349.

Siamo di fronte ad un testo straordinario. Andrebbe letto almeno tre volte per poterlo interiorizzare!

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