Parco Archeologico Religioso CELio

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lunedì 4 aprile 2016

TESTI E MASSIME DI GREGORIO MAGNO PAPA

"Sta scritto: Furono aperti i libri. Fu aperto anche un libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri (Apc 20,12). Il libro della vita è la visione stessa del Giudice che verrà. Si può dire che in esso sta scritto ogni precetto, poiché chiunque lo vede, secondo la testimonianza della coscienza, si rende conto subito di ciò che non ha fatto (Liber namque vitae est ipsa visio advenientis iudicis. In quo quasi scriptum est omne mandatum, quia quisquis eum viderit, mox, texte conscientia, quicquid non fecit inetellegit). Si dice che furono aperti i libri, anche perché allora si vede la vita dei giusti nei quali si scorgono impressi con le opere i comandamenti divini (Libri etiam aperti referuntur, quia iustorum tunc vita conspicitur, in quibus mandata caelestia opere impressa cernuntur). I morti vengono giudicati in base a ciò che è scritto in quei libri, perché nella vita dei giusti, che si presenta come un libro aperto, leggono il bene che non vollero compiere (quia in ostensa vita iustorum, quasi in expansione librorum, legunt bonum quod agere ipsi noluerunt) e, al confronto con quelli che l'hanno compiuto, vengono condannati"

Commento morale a Giobbe, V, XXIV, 16. Città Nuova Editrice/3, Roma 1997, p.355.

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